In ateneo Foggia ricerca su sicurezza alimentare con Istituto Zooprofilattico

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È stata sottoscritta questa mattina la convenzione tra l’Università di Foggia e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Puglia e Basilicata per il finanziamento di una borsa di dottorato, del valore di 72mila euro, in ‘Biotechnology and Smart Practices for a Sustainable Management of Natural Resources, Food and Agriculture’, presso il Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimenti, Risorse Naturali e Ingegneria.

La borsa sosterrà il progetto di ricerca dal titolo ‘Indagine sulla sicurezza microbiologica delle carni di cinghiali cacciati’, approfondendo aspetti legati alla sicurezza alimentare, alla sanità pubblica e alla valorizzazione delle filiere attraverso un approccio scientifico e multidisciplinare.
    “La firma di questa convenzione rafforza un’alleanza istituzionale che negli anni ha saputo trasformare competenze scientifiche complementari in valore per il territorio” ha dichiarato il rettore dell’università di Foggia Lorenzo Lo Muzio.

“Il nostro dna è quello della ricerca scientifica da sviluppare con costante spirito di collaborazione con Istituti di ricerca a livello nazionale ed internazionale” ha detto il direttore generale dell’istituto zooprofilattico sperimentale di Puglia e Basilicata Antonio Fasanella. “Non dimentichiamo, – ha aggiunto – che l’Istituto è anche Centro di Referenza Nazionale per l’Antrace e per la Ricerca della Radioattività negli alimenti destinati agli animali. In Italia si sta sempre più sviluppando la filiera dell’agroalimentare per quel che concerne i cinghiali. Alla luce del fatto che vi è stato un incremento esponenziale della popolazione dei cinghiali e che ci sono stati focolai di peste suina africana, che è estremamente contagiosa ma non pericolosa per l’uomo, in Italia, bisogna tenere alta la guardia. Questa è una sfida da cogliere a tutela della salute animale e della sanità alimentare per preservare un settore economico del nostro Paese che non deve correre il rischio di subire danni economici”.

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