Da Uncem Puglia proposta di legge per rilancio zone montane e aree interne

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Una formula politico-amministrativa che riunisca i Comuni montani, l’individuazione di tre ambiti territoriali in Puglia, l’utilizzo di parte delle royalties derivanti dagli impianti fotovoltaici ed eolici per ridurre del 30% la Tari a chi decida di andare a vivere in questi territori e, infine, l’uso del 3% della componente tariffaria idrica per la lotta al dissesto idrogeologico.

Sono alcune delle misure contenute nella proposta di legge regionale ‘Restare in montagna.

Disposizioni per il riequilibrio territoriale e il rilancio delle zone montane e delle aree interne della Puglia’, presentata oggi a Bari dall’Unione nazionale Comuni comunità enti montani (Uncem). Alla presentazione hanno partecipato, fra gli altri, il presidente nazionale di Uncem Marco Bussone, la sindaca di Volturino (Foggia) e la coordinatrice di Uncem Puglia, Giovanna Santacroce.
    Nel dettaglio, la proposta di legge – che dovrebbe essere presentata ora da un componente del Consiglio regionale – istituisce le ‘Unioni delle comunità montane’ in Puglia, senza alcun aggravio sui costi regionali. Le amministrazioni locali potranno, tra le altre cose, gestire in modo condiviso alcuni servizi comunali, promuovere il turismo sostenibile e tutelare il patrimonio forestale. Il testo individua inoltre tre ambiti territoriali in cui realizzare le unioni: Subappennino Dauno Nord, Subappennino Dauno Sud e Alta Murgia. È in programma inoltre l’istituzione di un Fondo regionale per le montagne e le aree interne, con una dotazione pari a cinque milioni di euro: coordinandola con altri fondi (Fesr e Snai), il 20% dovrebbe essere destinata alla cura del territorio montano e al miglioramento della qualità della vita.
    L’articolo 8 della legge assegna poi il 3% della componente tariffaria dell’Autorità idriche Puglia alla tutela e all’assetto idrogeologico del territorio montano. Il provvedimento stabilisce anche di destinare parte delle compensazioni territoriali per i Comuni che ospitano impianti fotovoltaici ed eolici a misure che incentivino ad abitare nei borghi montani, come la riduzione del 30% della Tari. A monitorare l’attuazione delle misure sarà un Osservatorio per la montagna e le aree interne, che avrà il compito di relazionare alla Regione.

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