Il caso Roggero

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 Il caso Roggero (come molti altri recenti) sembra fatto su misura per la campagna elettorale della “vera” (come si definisce) destra che ha fatto della sicurezza la sua specialità e il suo quasi unico tema. I social si sono scatenati amplificando enormemente l’effetto mediatico che ne è conseguito. Il resto d’Italia è allo sbando ma si parla quasi solo di questo; ma anche di guerra che è -guarda caso- un altro tema in cui la “vera” destra si presenta preparata. La fortuna aiuta gli audaci dice un antico detto, ma qua la dea bendata sembra esagerare. Ognuno può liberamente arguire complotti di ogni genere che certamente ci sono ma dobbiamo attenerci alle cose certe.

 Naturalmente la destra di governo si scatena contro l’“ingiustizia” subita dal cittadino vittima della malavita e condannato dalla giustizia ufficiale! e il pensiero va al recente referendum e ci si chiede se questa sentenza -che non è “giusta” come molti la vorrebbero- il giudice risponderà a qualcuno o no? qualcuno, forse un po’ troppo perspicace, si chiede addirittura quali leggi sono state applicate per pervenire ad una decisione del genere? E come mai i politici di governo e di opposizione così attenti a questioni elettorali non si sono accorti prima della esistenza di leggi che hanno permesso una cosa del genere mentre adesso si schierano a favore del malcapitato? Il Presidente della Repubblica ha dovuto precisare che solo Lui può dare la grazia (se richiesta) e quindi solo Lui può porre nel nulla gli effetti di una sentenza mentre non può farlo il governo e il Parlamento che però si dimenano per cercare di minimizzare gli effetti nefasti di questa sentenza sulle prossime elezioni; e qualora fosse accordata la grazia la Magistratura come ne esce?.

 Cioè si è aperto per l’ennesima volta un ginepraio in cui tutti hanno ragione e tutti hanno torto; un tutti contro tutti figlio di un sistema, che sonnecchia fino a quando fa una figuraccia. Lo stesso accade per il mercato dell’agroalimentare, per la politica d’immigrazione, per i Lep (chi se li ricorda più?), per l’euro, per le guerre, per le carceri, per le infrastrutture, per il debito,…tutto sta fermo e si corre ai ripari solo dopo aver lasciato che i problemi divengano emergenze irresolubili; e questo è vero per una ragione semplicissima: dei problemi e, meglio dire, del futuro nostro non se ne interessa nessuno e nessuno ha le competenze sufficienti. Adesso ci si sveglia solo perché ormai siamo in campagna elettorale. Laddove la politica è quella cosa che pone in essere le misure necessarie al perseguimento del meglio di tutti per il prossimo e più remoto futuro…non certo per mettere una pezza agli errori e omissioni del passato.

 Hanno ragione quelli dell’antipolitica? certo, se per antipolitica si intende essere “anti” questa politica che è di schieramento e non di proposta; infatti oggi conta il con chi stai e con chi vai a bisboccia e non che cosa proponi. Cioè chi fa politica è chi non ha necessariamente una competenza se non quella di procurarsi i voti parlando male degli avversari. E costoro così facendo lasciano crescere -sapendolo- i veri antipolitica cioè quei poteri forti che fanno la vera politica di cui sono i maggiori beneficiati e lo sono perché e purchè di loro non si parla e non si parli.

 Se non è questo il momento di cambiar tutto, quando sarà?

 CANIO TRIONE

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