Le proteste

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 I moti francesi, albanesi, italiani (del nord come del sud) sono impressionanti. Per i grandi opinion maker non si possono chiamare moti perché in qualche modo li si legittimerebbe. Non si può dire che sono corali perché sembrerebbe che li si condivide almeno in parte; per i reggitori della informazione ufficiale se non se ne parlasse affatto sarebbe meglio. Sono “teppisti” (non terroristi o altro che sarebbe più grave) peraltro prevalentemente minorenni e cioè non sanno cosa fanno; questo è il messaggio minimizzatore che deve passare e passa. Certo, probabilmente la sinistra c’entra qualcosa; peraltro si va a votare in molte parti e quando non si sa cosa fare, si tenta di tutto…ma non abbiamo notizie certe e quindi non possiamo asserire nulla.

 Ma non si può negare che i prezzi -a dispetto delle statistiche- sono saliti e promettono di continuare a farlo. Non si può negare che questi aumenti non vanno nelle tasche di chi lavora. Né si può negare che banche e petrolieri stanno incamerando i soldi della povera gente. Né, ancora, si può negare che allo stato vadano quantità crescenti di soldi per le vie più diverse per andare a finanziare le cose più svariate. Potremmo continuare ma non serve anche per non esacerbare gli animi già accesi, ma serve dire che tutto ciò non è giusto. 

Il punto è questo: contadini e ragazzi delle periferie, come anche le vittime delle recenti pandemie, o i pensionati o impiegati a meno di mille euro al mese, gli ammalati in lista di attesa, gli imprenditori colpiti dagli accertamenti fiscali, i pagatori di tasse che si sentono fregati dagli evasori specie multinazionali, gli azionisti delle banche svanite nel nulla e tanti altri, per le motivazioni più diverse, covano un rancore se non un odio che non trova rappresentanza nelle Istituzioni; una piccola parte di costoro scende in piazza. I Palazzi sono assediati perché si crede che di là venga l’ingiustizia e là si concentra la protesta; ma è senza proposta e cioè senza esito possibile diverso dalla distruzione; e tra i Palazzi contestati grandeggiano quelli europei.
 
Una follia!

 Serve una proposta forte per riportare alla normalità la vita sociale sconquassata da decenni di intrighi di Palazzo.

 Da queste colonne numerose volte abbiamo indicato il percorso necessario; abbiamo detto che l’accentramento del potere economico non è cosa buona ed è sempre un problema; abbiamo detto che la libertà è quella riconosciuta e rispettata al cittadino e al lavoratore non solo quella delle multinazionali cui si riconosce il diritto di insediarsi dove più gli conviene; abbiamo detto che il lavoro si paga in base al merito non certo in base a contratti collettivi scritti da non si sa da chi e non si sa quando e non si sa cosa hanno scritto; abbiamo detto che la proprietà non si comprime con tasse fantasiose e limiti illegittimi; abbiamo detto che il lavoro è sacro e non si multa o punisce una persona di qualunque colore solo perché sorpreso a lavorare senza “carte”; abbiamo detto che l’agricoltura è la base della economia e la fornitrice di materia prima a costi bassissimi e quindi va rispettata come una benefattrice e portatrice della nostra cultura e non portata alla esasperazione; abbiamo detto che la tecnologia serve a chi ha soldi non a chi non ha nulla …ecc. ecc. ecc. tutte cose note a tutti ma ignorate per interesse avverso.

 È un po’ quanto accaduto ad un Re francese che -oberato di debiti- gli fu consigliato di mettere ordine ai conti pubblici; ma non essendo egli interessato a tale sistemazione e nonostante gli si prospettasse un disastro, tagliò corto: “apres moi le deluge” e così fu: era evidentemente prigioniero del suo vizietto. Oggi il livello dei debiti pubblici parla chiaro: ci sarà il tracollo a meno di manovre finanziarie molto forti nella dimensione ed ardite nella concezione perché devono essere contemporanee ad un drastico alleggerimento della pressione fiscale. Si farà? No! Quindi ci sarà il diluvio che può essere acceso anche da una inezia; che si dirà essere stata la causa come accadde con la Rivoluzione francese.

 Ma il film è già stato visto e tutto quello che accade è prevedibile e previsto… anche nei Palazzi.

 

CANIO TRIONE

foto creata con intelligenza artificiale