Sono tornato a Foggia per i foggiani, per riallacciare in qualche modo i fili che sono stati interrotti anni fa con una prospettiva diversa visto che ho un ruolo diverso.
All’epoca ero un cacciatore di taglie che cercava soltanto di arrestare i criminali, adesso un questore che in qualche modo cerca di riportare sicurezza e legalità”.
Lo ha detto il neo questore di Foggia Alfredo Fabbrocini, nel giorno del suo insediamento alla guida della Questura del capoluogo dauno. Una realtà, quella della provincia di Foggia, che Fabbrocini conosce bene per aver guidato negli anni passati la squadra mobile, portando a termine diverse operazioni contro la criminalità organizzata, tra cui la cattura del super latitante Giuseppe Pacilli, inserito nell’elenco del Ministero degli Interni tra i latitanti più pericolosi, e l’operazione ‘Romanzo Criminale’ che ha fatto luce sulla realtà della malavita organizzata di Manfredonia.
“Sono qui – ha continuato Fabbrocini – per portare avanti quel senso di rivalsa, quella capacità di indignazione che il territorio foggiano ha dimostrato negli anni in cui l’ho conosciuto. Una terra che è stata ed è violentata e oltraggiata da una criminalità efferata, ma che può contare sulla partecipazione di tanta gente perbene che sa da che lato stare e sa qual è la strada della legalità. Sono qui per cercare in qualche modo di far sì che quella gente che ancora non ha scelto per chi tifare ci dia il giusto supporto, sappia qual è la squadra per la quale vuole tifare, per chi vuole combattere”.
“La violenza di genere per noi, anche quella sulle donne, è facile da arginare con la repressione. Il problema – ha concluso – è che quando noi compiamo il nostro atto repressivo vuol dire che siamo arrivati già tardi. Dobbiamo cercare di anticipare i tempi. La prevenzione serve proprio a questo. Una prevenzione di carattere culturale. È quella alla quale dobbiamo tendere per cercare di evitare che vengano compiuti questi gesti”.
