Olivicoltori dal Gargano fino al casello di Poggio Imperiale, ‘settore al tracollo’

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Un serpentone di una cinquantina circa di trattori è partito da Carpino nel Foggiano diretto al casello di Poggio Imperiale in A14 attraversando la superstrada Garganica per protestare contro il caro carburante e l’aumento dei costi di produzione e la grave crisi che investe uno dei settori primari dell’economia Garganica, come l’olivicoltura.

Si tratta di olivicoltori, uno dei settori maggiormente penalizzati dalla crisi e che già nella giornata di ieri hanno manifestato.
    “Gli olivicoltori di tutto il Gargano partecipano alla manifestazione – ha sottolineato all’ANSA Guido Cusmai di Orgoglio Olivicolo – Ieri, come Orgoglio Olivicolo, eravamo in piazza a Bari per rappresentare il grido di allarme di un settore al tracollo.

Oggi il comitato olivicolo del Gargano (che racchiude non solo Carpino, ma Cagnano Varano, Vieste e altri comuni Garganici) sta raggiungendo Poggio Imperiale dove ci sarà una manifestazione pacifica nei pressi del casello autostradale.
    Il nostro non è un grido di allarme iniziato nelle scorse settimane, ma mesi fa, a maggio, quando abbiamo chiesto aiuto al mondo politico”. “Il momento è critico soprattutto per l’agricoltura del Gargano nel momento in cui è iniziata la campagna olearia. Il prezzo dell’olio desta molte preoccupazioni. Non conviene più produrre perchè i costi di produzione per i nostri olivicoltori sono più alti di quelli che potrebbero essere i guadagni – ha detto il sindaco di San Nicandro Garganico Matteo Vocale che sarà presente alla manifestazione – La nostra protesta nasce da questo. Anche il carburante agricolo è arrivato a prezzi che non si vedevano da tanto. C’è bisogno di una visione da parte del Governo e delle Regioni (per quanto di loro competenza) e far arrivare all’Unione Europea quelle che sono le numerose restrizioni che si sono accumulate e che rendono difficile coltivare la terra.
    Ed è questo il motivo per cui tanti giovani hanno deciso di abbandonare il mestiere dei nonni e dei padri. La protesta vuole dire questo. Ovvero che noi sindaci siamo al fianco dei produttori perchè sappiamo bene che il Gargano non è solo turismo. Il Gargano è tanto altro, ed è soprattutto agricoltura”.