Sarebbe stato prima aggredito e picchiato, poi colpito mortalmente con alcune coltellate Sadam Houssain, il bracciante pachistano di 32 anni trovato senza vita nel bagagliaio della sua auto, parcheggiata nel ghetto di Borgo Mezzanone. Il corpo è stato rinvenuto il 22 agosto, a 18 giorni dalla sua scomparsa.
È quanto emergerebbe dai primi accertamenti autoptici eseguiti sul cadavere. Gli esami dovranno ora contribuire a ricostruire con maggiore precisione la dinamica dell’omicidio e le circostanze in cui è avvenuta l’aggressione.
Tra le ipotesi investigative prese in considerazione dai carabinieri c’è anche quella legata al caporalato e alle attività lavorative nei campi del Tavoliere. Un elemento già emerso nelle prime fasi dell’indagine riguarda infatti le abitudini di Sadam.
Un connazionale aveva raccontato agli investigatori che il 32enne era solito accompagnare con la propria automobile alcuni migranti che vivevano nel ghetto di Borgo Mezzanone, trasportandoli verso le campagne della zona.
Proprio questa attività potrebbe rappresentare uno degli elementi da chiarire nell’ambito delle indagini. Gli investigatori stanno cercando di capire se il trasporto dei lavoratori, i rapporti maturati nelle campagne o eventuali contrasti possano avere avuto un ruolo nell’omicidio.
L’inchiesta prosegue per individuare il responsabile e soprattutto per ricostruire il movente che ha portato alla morte del giovane bracciante.
