Foggia: Cgil Puglia, Stato e Governo fingono di non vedere ghetto a Borgo Mezzanone

[epvc_views]

“Sadam Houssain, 32enne con permesso di soggiorno e da 5 anni residente nel foggiano, è morto in quel luogo concentrazionario e malsano che è il ghetto di Borgo Mezzanone, approdo obbligato per chi lavora nei campi della Capitanata in estate, che lo Stato e questo Governo fingono di non vedere”. È quanto denuncia la segretaria generale della Cgil Puglia, Gigia Bucci, sulla probabile morte violenta del bracciante pakistano scomparso il 4 agosto e ritrovato nel bagagliaio della sua auto a ridosso del ghetto che ricade nel Comune di Manfredonia e dista 10 chilometri dal comune capoluogo di Foggia.

“Lì migliaia di esseri umani sono costretti a trovare un riparo di fortuna – continua – tra lamiere e case in tufo tirate su alla bene e meglio, dove non c’è allaccio alle fogne, alla rete elettrica, dove l’acqua potabile arriva in container. Non il primo morto di un cosiddetto villaggio informale dove la dignità affonda tra cumuli di rifiuti, temperature al suolo che arrivano in questo periodo a 60 gradi, fango e freddo in inverno. Tocca ripetere cose già dette fino a seccarci la gola – sottolinea Bucci – come i 200 milioni persi per affrontare l’emergenza ghetti nel Paese, e 54 di questi erano destinati proprio a Borgo Mezzanone. O che, se si vuole affrontare seriamente il tema dell’accoglienza e del superamento di questi insediamenti, bisogna partire da una rivoluzione nelle politiche di gestione dei flussi, garantendo cittadinanza a chi è sul territorio da anni e che senza diritti è preda di caporali e padroni senza scrupoli. Ma questi esseri umani che contribuiscono alla ricchezza del settore primario pugliese e italiano – rileva Bucci – sono carne da macello, buoni per la propaganda securitaria delle destre che fingono di non sapere che in agricoltura, come nella logistica, nell’edilizia, nel terziario, dal Sud al Nord, la manodopera immigrata è parte fondamentale. Ma si ritiene giusto lasciarli nel limbo dei senza diritti, invisibili, in modo da poter essere sfruttati per mettere a valore il profitto”.

Bucci ricorda come “delegazioni di parlamentari italiani e dell’Europa sono scesi a Borgo Mezzanone per osservare da vicino e comprendere l’estrema condizione di chi non ha altri strumenti per vivere in questo territorio, dove spesso anche la stessa presenza nel ghetto è imposta come condizione di accesso al lavoro dai caporali, perché fungibile al circuito economico di questi insediamenti, tra posti letto e a tutti i servizi annessi, spesso anche minimi, che sono garantiti al suo interno”.

“Borgo Mezzanone – continua – è uno sfregio quotidiano alla dignità democratica di questo Paese. I ghetti esistono quando arretra lo Stato, la difesa dei diritti costituzionali, quando si accettano logiche criminali e di sfruttamento che impoveriscono non solo lavoratori e lavoratrici ma tutta la collettività in termini di evasione fiscale e contributiva. Lo ripetiamo al ministro del Made in Italy, così come al ministro dell’Interno e alla Presidente del Consiglio: c’è poco da vantarsi dei nostri straordinari prodotti della terra, perché molti di loro – conclude Bucci – sono sporchi del sangue dei tanti Sadam Houssain morti o sfruttati che siano”.

News dal Network

Promo