Cgil Puglia: i tribunali continuano a certificare che il reato non c’è: la canapa industriale è una filiera giovane e pulita

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Continuano i pronunciamenti dei tribunali italiani, e di questi giorni arrivano quelli di Velletri e Latina, che si aggiungono alle decisioni già note di Brindisi, Trani e Lecce. In Puglia, i giudici hanno ritenuto la norma incompatibile con i principi costituzionali e hanno demandato alla Corte costituzionale la verifica della sua legittimità. La Cassazione ha già chiarito ciò che dovrebbe essere ovvio: senza efficacia drogante non c’è reato. Non c’è offesa, non c’è pericolo, non c’è dolo: non c’è reato!

A questo quadro si aggiunge un fatto che pesa sul piano europeo: il Consiglio di Stato ha sospeso il giudizio e ha rimesso la questione alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, perché la normativa italiana potrebbe violare il diritto UE sulla libera circolazione delle merci e sulle coltivazioni ammesse nella PAC. Se Lussemburgo confermerà – come sembra evidente – questa incompatibilità, l’Italia dovrà riscrivere l’intero impianto normativo che oggi equipara la canapa industriale a quella stupefacente.

E mentre la giustizia italiana e quella europea convergono, l’Europa ha già fatto una scelta chiara: ha aperto la PAC all’intera pianta di canapa, fiori compresi, bocciando l’emendamento con cui FdI ha tentato maldestramente di escludere la canapa industriale dai fondi agricoli europei. Un tentativo politico isolato, respinto perché privo di basi tecniche e contrario alle politiche agricole dell’Unione.

Di fronte a tutto questo, il Governo resta fermo. Non per cautela, ma per ideologia. Continua a difendere una norma che non ha più alcun appiglio tecnico, giuridico o europeo. Una norma che non tutela la salute pubblica, non rafforza la legalità, non protegge i cittadini: colpisce solo l’agricoltura e il lavoro.

La canapa industriale è una filiera viva: agricoltori, braccianti, trasformatori, rivenditori, professionisti, servizi ausiliari. Una filiera che muove più di ventiduemila lavoratori, tremila aziende, un indotto che sfiora i due miliardi di euro. Non sono cifre: sono mani, volti, campi, laboratori, piccoli produttori che tengono in piedi un pezzo di economia reale mentre vengono trattati come sospetti.

La canapa industriale è lavoro che resiste, reddito che tiene insieme famiglie, presidio dei territori che non si arrendono. È una filiera che non chiede protezioni, ma rispetto: rispetto della legge, delle sentenze, della realtà. E oggi questa realtà dice una cosa semplice: il reato non c’è, e chi continua a trattare la canapa industriale come un problema sta scegliendo scientemente di colpire agricoltori, imprese, lavoratori.

Per questo ALPAA Puglia continuerà a difendere la filiera della canapa industriale in ogni sede, senza arretrare di un millimetro, insieme alle associazioni di settore, a partire da “Canapa Sativa Italia”, che da anni sostiene questa importante filiera.

Dunque, ALPAA Puglia continuerà a stare dove la battaglia è reale: nei campi, nei laboratori, nelle aziende che resistono, nelle mani dei piccoli produttori che non hanno mai smesso di credere in questa filiera. Continueremo a difendere la canapa industriale perché rappresenta lavoro, futuro, dignità. Continueremo a farlo con la voce di chi coltiva, di chi trasforma, di chi vive di questo lavoro e non accetta di essere trattato come un problema.

La canapa industriale è futuro.
E il futuro, quando nasce dal lavoro vero, non si lascia sequestrare.

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