Monte Sant’Angelo, truffa del falso nipote ai danni di un anziano: arrestate due giovani

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Una telefonata del “falso nipote”, la richiesta urgente di denaro e una giovane incaricata di ritirare contanti e gioielli direttamente a casa della vittima. È lo schema della truffa ricostruita dai Carabinieri della Stazione di Monte Sant’Angelo, che ha portato all’arresto di due giovani donne, di 20 e 19 anni, ritenute responsabili, in concorso, di una truffa aggravata ai danni di un anziano del posto.

L’operazione è scattata a seguito dell’ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari emessa dal G.I.P. del Tribunale di Foggia, su richiesta della Procura della Repubblica di Foggia. Il provvedimento è stato eseguito nella mattinata del 22 luglio 2026 nei comuni di Sant’Anastasia e Acerra, in provincia di Napoli, con il supporto dei Carabinieri territorialmente competenti.

I fatti risalgono al 3 luglio 2025. Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’anziano sarebbe stato contattato sul telefono fisso da un uomo che, fingendosi un nipote, gli avrebbe chiesto il numero di cellulare. Poco dopo sarebbe arrivata una seconda telefonata da parte di un sedicente procuratore, il quale avrebbe sostenuto di agire per conto di un maresciallo dei Carabinieri e avrebbe richiesto una somma di denaro per il pagamento di presunte multe non saldate.

Tratto in inganno dal racconto, l’uomo avrebbe quindi raccolto i gioielli in oro custoditi nell’abitazione e 500 euro in contanti, consegnandoli a una giovane donna che si sarebbe presentata poco dopo alla sua porta per il ritiro.

Le indagini condotte dai Carabinieri hanno consentito di ricostruire la dinamica del raggiro attraverso l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza e ulteriori accertamenti tecnici. Gli investigatori sarebbero riusciti a individuare anche l’autovettura a noleggio utilizzata per raggiungere Monte Sant’Angelo e a identificare le due giovani come presunte autrici materiali della truffa.

Gli elementi raccolti sono stati quindi trasmessi all’Autorità Giudiziaria, che ha accolto la richiesta di applicazione della misura cautelare. Dopo le formalità di rito, entrambe le indagate sono state sottoposte agli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni.

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