L’emergenza incendi continua a rappresentare una delle principali minacce per il patrimonio ambientale del Salento. L’Arma dei Carabinieri, attraverso il dispositivo integrato costituito dai militari del Comando Provinciale di Lecce e dai Carabinieri Forestali, mantiene altissima l’attenzione sul territorio con un’intensa attività di prevenzione, controllo e repressione dei reati ambientali, operando in costante sinergia con la Polizia Locale, i Vigili del Fuoco e tutte le istituzioni impegnate nella tutela del patrimonio naturale. Anche quest’anno i cinque Nuclei Carabinieri Forestali del Salento, insieme al Nucleo Informativo Antincendio Boschivo, hanno intensificato i controlli finalizzati alla verifica del rispetto della Legge Regionale della Puglia, che impone ai proprietari di terreni incolti, seminativi e arborati la realizzazione, entro il 31 maggio, di una fascia di rispetto libera dalla vegetazione, larga almeno quindici metri, al fine di impedire il propagarsi delle fiamme verso le aree boscate.
L’attività di controllo, orientata a diffondere una concreta cultura della prevenzione attraverso la repressione delle condotte omissive, porta mediamente, nel corso di ogni stagione estiva, all’elevazione di circa 300 verbali amministrativi, per un importo complessivo superiore ai 200.000 euro. Accanto alla prevenzione, i Carabinieri Forestali hanno ulteriormente rafforzato l’attività investigativa finalizzata all’individuazione dei responsabili degli incendi boschivi. Determinante è il crescente impiego delle nuove tecnologie. L’utilizzo di droni, sistemi di videosorveglianza e strumenti di analisi delle immagini rappresenta oggi un prezioso supporto alle attività di pattugliamento e osservazione svolte quotidianamente dai militari, consentendo di ricostruire con precisione la dinamica degli eventi e di individuare i presunti responsabili.
Emblematico è il caso dell’incendio sviluppatosi il 19 giugno nei pressi della borgata Frigole, nel comune di Lecce. Le immagini acquisite nel corso delle indagini hanno consentito di individuare due persone che, secondo la ricostruzione investigativa, avrebbero lanciato un’esca incendiaria da un furgone in movimento, provocando un vasto incendio che ha interessato un’estesa area di macchia mediterranea. Entrambi sono stati arrestati. A distanza di circa un mese, un nuovo incendio ha interessato la stessa area e sono tuttora in corso gli accertamenti investigativi. L’attività dei Carabinieri Forestali ha inoltre consentito di individuare i presunti responsabili di numerosi altri incendi nel salentino. Per l’incendio sviluppatosi il 13 giugno a Casarano, una persona è stata denunciata a titolo di colpa, poiché avrebbe incendiato un terreno incolto per ripulirlo dalla vegetazione infestante in una giornata caratterizzata da forte vento, favorendo così la propagazione delle fiamme. Nei pressi di Gallipoli, due persone sono stati individuati grazie ai sistemi di videosorveglianza mentre appiccavano il fuoco ad alcune piazzole stradali adiacenti ad aree boscate e sono stati denunciati. Nel comune di Racale, sempre attraverso l’analisi delle immagini registrate dalle telecamere, è stato identificato e denunciato un uomo ritenuto presunto responsabile di aver appiccato il fuoco in un’area già percorsa da incendi negli anni precedenti, presumibilmente per favorire la ricrescita dell’erba destinata al pascolo.
Già il 23 maggio, prima ancora dell’avvio ufficiale della campagna antincendi, le indagini condotte sull’incendio che ha interessato la Serra dei Cianci, nel comune di Alessano, avevano consentito di individuare e deferire, per incendio colposo, i presunti responsabili che avrebbero dato fuoco a residui di residui di potatura che, a causa del forte vento, hanno successivamente propagato le fiamme all’area boschiva. Tra gli episodi più significativi della stagione figura inoltre l’incendio sviluppatosi il 14 luglio in località Madonna della Serra, nel comune di Ruffano, dove le fiamme hanno minacciato anche alcune abitazioni. Le indagini hanno consentito di deferire una persona alla Procura della Repubblica per incendio boschivo originato da un terreno incolto.
L’efficacia del dispositivo di controllo trova ulteriore conferma nella serata del 22 luglio, quando i Carabinieri della Stazione di San Cesario di Lecce, in sinergia con la Polizia Locale, hanno arrestato in flagranza un 57enne del posto, ritenuto presunto responsabile dei reati di incendio e combustione illecita di rifiuti. L’uomo è stato sorpreso in via Casello Ferroviario mentre appiccava il fuoco all’interno di un terreno caratterizzato dalla presenza di macchia mediterranea e rifiuti. Le fiamme si sono rapidamente propagate interessando un’area di circa 2,5 ettari. L’immediato intervento dei militari dell’Arma ha consentito di bloccare il presunto autore e di allertare tempestivamente i Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Lecce che hanno circoscritto e spento l’incendio, impedendone un’ulteriore propagazione. L’episodio non ha provocato feriti. Al termine delle formalità di rito, il 57enne è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione, come disposto dal Pubblico Ministero di turno della Procura della Repubblica di Lecce che coordina le indagini.
