Ognuno vede nel mondo ciò che porta nel suo cuore!

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Riflettevo su una massima molto famosa del grande scrittore e poeta tedesco, vissuto a cavallo tra il 1700 e il 1800 Johann Wolfgang Goethe:
“Ognuno vede nel mondo ciò che porta nel suo cuore!”
Questa riflessione profonda e universale, ci ricorda che ciò che vediamo, percepiamo e giudichiamo nel mondo esterno, fuori di noi è ampiamente influenzato da ciò che custodiamo dentro: dalle nostre emozioni, esperienze, convinzioni e stati d’animo personali.
La frase, nelle sue poche parole, racchiude una profonda verità sulla natura umana, secondo cui la nostra percezione della realtà esterna, del mondo esterno, con tutte le sue sfumature, non sia altro che un riflesso del nostro mondo interiore e delle nostre emozioni, praticamente funziona come uno specchio che riflette la nostra anima.
L’idea fondamentale di questa massima è che ciascuno di noi porta con sé una prospettiva personale, che è modellata dalle nostre esperienze di vita, le nostre aspettative, i nostri desideri e le nostre paure. 
La riflessione, al contrario di come può sembrare, non è solo un concetto poetico, ma una profonda verità psicologica e filosofica, questa nuova prospettiva afferma che la nostra psiche funge da filtro, da lente attraverso la quale percepiamo e interpretiamo il mondo.
Questa frase ci suggerisce che il nostro mondo interiore, con tutte le sue complessità, distorce la nostra percezione della realtà, facendoci vedere le cose non come sono veramente, ma come noi le interpretiamo attraverso il nostro filtro emotivo e psicologico.
In poche parole, la realtà esterna che ci circonda non è mai del tutto oggettiva, il modo in cui interpretiamo il mondo esterno non è mai obiettivo, ma viene filtrato attraverso il nostro mondo interiore, il nostro modo di essere, che include: la nostra psicologia e la nostra storia personale, una prospettiva che è modellata da:

  • le nostre esperienze di vita,
  • le nostre aspettative, 
  • i nostri desideri,
  • le nostre paure,
  • il nostro stato emotivo del momento.

La realtà oggettiva può essere percepita in modi soggettivi e variabili da diverse persone, ognuno ha una prospettiva personale che funge da filtro attraverso il quale percepisce il mondo, e su questo mondo esterno proietta la propria realtà interna, il proprio vissuto. 
Persone con diverse esperienze e stati d’animo possono guardare la stessa situazione e vedere cose completamente diverse: percepiranno la realtà oggettiva in modi soggettivi, variabili e differenti. 
Facciamo qualche esempio pratico questi possono essere numerosissimi e ognuno potrebbe riportare qualcosa di suo.
Se la nostra vita è stata piena di eventi positivi sin dall’inizio, di incontri benevoli, ha ricevuto bene sarà più predisposto a vedere favorevolmente le cose, a guardare tutto come piacevole e favorevole.
Se custodiamo nel cuore amore, empatia, gratitudine e speranza, sarà più facile scorgere il bene; saremo portati a trovare la bellezza, la gentilezza, la meraviglia e le opportunità anche nelle situazioni più difficili e complesse. 
Se il nostro stato d’animo è sereno e luminoso, è perché il cuore e la mente sono aperti e pieni di buoni sentimenti, di contro basti pensare a come vediamo gli altri e l’ambiente circostante quando ci sentiamo arrabbiati, delusi, tristi o spaventati. 
Chi ha avuto una partenza e/o una vita difficile o traumatica, filtrerà tutto con la sua interiorità ferita che chiede equo risarcimento; per cui diventerà anche giustamente, diffidente di ogni cosa, più chiuso in se perché dentro di lui albergano tutta la rabbia e risentimento accumulati.
Se ci portiamo dentro paure o malinconie irrisolte, il mondo sembrerà un luogo ostile e minaccioso, tenderemo a interpretare la realtà che ci circonda attraverso quella stessa lente negativa e tutto assumerà inevitabilmente le stesse sfumature.
In definitiva, non sono gli eventi a definirci, ma lo “sguardo” che siamo portati a scegliere di rivolgere alle cose; una persona ottimista potrebbe vedere opportunità e speranza in una situazione difficile, mentre una persona pessimista potrebbe notare solo gli aspetti negativi e sentirsi scoraggiata.
Il modo in cui interpretiamo tutti i nostri eventi quotidiani, come le azioni nostre e degli altri, e persino tutto ciò che ci circonda come la bellezza della natura dipende strettamente dai sentimenti, dalle paure, dalle speranze e dalle ferite che custodiamo dentro di noi. 
La riflessione ci deve portare a dare maggiore importanza alle nostre emozioni e le nostre convinzioni, le nostre visioni personali, perché queste possano influenzare molto il nostro modo di percepire il mondo. 
Quindi capire, dopo questo esame, che potrebbe verificarsi che impegnandoci e sempre che lo desideriamo, riusciamo a modificare, sia pure leggermente la nostra visione del mondo in modo più oggettivo o positivo, realizzando che la nostra prospettiva era parziale e non corrispondente alla realtà.
Questa mia analisi, partita dalla frase di Goethe, ci fa esplorare aspetti profondi spesso sottovalutati e per questo trascurati, della nostra esperienza umana: il potere delle nostre emozioni, il potere della nostra mente, nel modellare la nostra percezione del mondo che ci circonda.
In sintesi, la nostra mente dipinge e colora il mondo, proiettandovi le tonalità della nostra anima, la realtà assume le sfumature e le gradazioni dei pensieri e dei sentimenti del momento in cui la osserviamo.
A distanza di un secolo anche il poeta e filosofo libanese Kahlil Gibran è dello stesso avviso e scrive:“…..l’aspetto delle cose varia secondo le emozioni; e così noi vediamo magia e bellezza in loro ma, in realtà, magia e bellezza sono in noi.”
Anche Gibran mette in evidenzia come la percezione della realtà non sia oggettiva, ma profondamente soggettiva e legata al nostro stato d’animo, la nostra percezione della realtà è influenzata dai nostri stati interiori, dalle nostre esperienze passate, dai nostri pregiudizi e dalle nostre emozioni. 
In sostanza l’essenza resta il fatto che la realtà del mondo esterno che noi percepiamo viene costantemente colorata, filtrata e reinterpretata attraverso lo specchio del nostro stato d’animo.
Infatti solo quando siamo sereni o ispirati, proviamo gioia, meraviglia o amore, siamo in grado di cogliere la meraviglia anche nelle piccole cose, e anche l’ambiente più ordinario può sembrarci straordinario e colmo di significato: perché quella BELLEZZA risiede prima di tutto nel nostro animo
Diversamente, se attraversiamo un momento di tristezza, delusione o disincanto, persino il panorama più spettacolare rischia di apparirci grigio e vuoto. 
Le parole di Gibran ci ricordano che la bellezza e la magia che cerchiamo nel mondo sono, in realtà, già presenti dentro di noi.
La “MAGIA E LA BELLEZZA” non risiedono dunque negli oggetti o nelle situazioni in sé, ma nella nostra capacità emotiva profonda di proiettare all’esterno la luce che custodiamo dentro e colora la nostra realtà
La bellezza, a questo punto, non è solo un attributo esterno, ma un’esperienza che nasce dentro di noi, questa prospettiva ci libera dalla ricerca estenuante di bellezza e perfezione nel mondo esterno e ci dirige verso una fonte inesauribile di bellezza: il nostro mondo interiore. Solo dopo il 1990 gli psicologi come Peter Salovey e John D. Mayer prima e soprattutto come Daniel Goleman hanno affrontato scientificamente il fenomeno e il suo impatto, coniando il concetto di “INTELLIGENZA EMOTIVA” (EQ) identificandola come: la capacità di identificare, comprendere, utilizzare e gestire in modo consapevole le proprie emozioni e quelle degli altri. 
A differenza del QUOZIENTE D’INTELLIGENZA (IQ), che resta stabile nel tempo, l’intelligenza emotiva può essere allenata e potenziata a qualsiasi età attraverso azioni quotidiane. Ciò che ci permette di essere “EMOTIVAMENTE INTELLIGENTI”, non è essere sempre felici, ma accettare e apprezzare tutte le emozioni dentro di noi, di trovarne il significato, di connettersi emotivamente con il mondo che ci circonda, e saperle utilizzare per vivere al meglio la nostra vita.
Diversi ulteriori studi hanno indagato l’effetto dell’utilizzo dei social media sullo sviluppo dell’intelligenza emotiva, i risultati hanno portato che: l’eccessivo utilizzo dei social media, specie tra i preadolescenti, incida negativamente sui livelli di EQ.
In sintesi cosa apprendere da questa riflessione:
1. Che la nostra percezione e visione del mondo è sempre filtrata dalle nostre EMOZIONI
2. Riconoscere il POTERE DELLE EMOZIONI che vanno accettare e comprese e non represse o ignorate.
3. Sviluppare l’INTELLIGENZA EMOTIVA cioè imparare a identificare, comprendere e gestire le proprie emozioni in modo efficace. Questa abilità ci permette di vivere in armonia con noi stessi e con gli altri, e di vedere la bellezza e la magia in ogni aspetto della vita.
4. La vera BELLEZZA è un’esperienza che nasce dall’interno. 
5. La nostra CREATIVITÀ è stimolata dalle nostre emozioni che sono una potente fonte di ispirazione. 
6. La RESILIENZA EMOTIVA cioè le sfide della vita possono essere affrontate meglio quando siamo in grado di gestire le nostre emozioni. 
7. Coltivare la GRATITUDINE è un potente strumento per riconoscere la bellezza nella nostra vita quotidiana, così si può trasformare la nostra prospettiva e iniziare a vedere il mondo in una luce più positiva e significativa.
8. Le nostre emozioni ci permettono di CONNETTERCI profondamente con gli altri, giacché queste connessioni umane restano la fonte più grande di bellezza e magia nelle nostre vite. 
Attraverso la comprensione, la valorizzazione e la condivisione delle nostre emozioni, possiamo scoprire una fonte inesauribile di bellezza e gioia, trasformando non solo il modo in cui vediamo il mondo, ma anche il modo in cui viviamo la nostra vita.
I concetti che ho riportato possono essere alleggeriti da una storia che si racconta e spopola online:È la storia di due cani, che, in momenti diversi, entrarono nella stessa stanza.Uno ne usci scodinzolando, l’altro ne uscì ringhiando.Una donna li vide e, incuriosita, entrò nella stanza per scoprire cosa rendesse uno felice e l’altro così infuriato.Con grande sorpresa scoprì che la stanza era piena dispecchi.Il cane felice aveva trovato cento cani felici che lo guardavano, mentre il cane arrabbiato aveva visto solo cani arrabbiati che gli abbaiavano contro.
Unica conferma:QUELLO CHE VEDIAMO NEL MONDO INTORNO A NOI È UN RIFLESSO DI CIÒ CHE SIAMO.
È un invito a prenderci cura del nostro spirito e a capire che ogni giudizio sul mondo è, in realtà, una rivelazione di noi stessi, e può arricchire enormemente la nostra vita.
Buona riflessione Roberto Kudlicka

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