Tanto tuonò che piovve! La crisi Volkswagen sembra ormai conclamata. Si arriva a ipotizzare l’intervento della finanza cinese; non è chiaro per fare cosa ma sembra che i tedeschi non disdegnerebbero.
I commentatori si sono scatenati per trovarne le cause finendo con un elenco che si potrebbe compendiare in una parola sola: mondializzazione. Avete voluto l’euro? È troppo forte per non favorire le altre economie a moneta debole; avete voluto l’apertura delle frontiere? Le economie più assistite e a salari più bassi hanno avuto la meglio; avete voluto la competitività globale e selvaggia? Adesso che avete robotizzato tutto come si può economizzare ancora? Ecc. ecc. c’è veramente di tutto; noi, più umilmente, ricordiamo ormai da anni da queste colonne che la Grande Industria da tempo immemore ricorre all’aiuto dello stato per vendere auto che diversamente nessuno vorrebbe! dimostrando così che il sistema e la scuola grandindustriale è fuori dal tempo; i modelli nuovi come quelli elettrici sono ormai fuori dai progetti di spesa della gente e quindi tutta la teoria grandindustriale della grande scala e del progressismo fine a se stesso per la quale sotto i sei milioni di auto vendute si è in perdita è fuori dalla realtà e precisamente di una realtà che vede la gente al servizio dell’impresa e non l’inverso. Adesso il tempo è trascorso si sono esperiti tutti i tentativi per salvare il salvabile e quindi sembra che faremo a meno di una grande fetta di offerta di auto. Si è anche proposto di produrre carri armati e mezzi militari per venderli al governo ma sembra che anche questo non basti.
Ci saranno centomila dipendenti in più in cinque anni; forse più. In genere sono numeri -come tutte le stime- privi di spiegazioni sul come ci si è arrivati e quindi forse fantasiosi ma certo è che non è una grande cifra non solo per l’economia tedesca ma anche per una economia più piccola.L’Europa chiede di incontrare il nostro Draghi per chiedere come dare più competitività all’industria europea! pensate come stiamo combinati!
invece va detto che non sfornare così tante auto nuove sarà un respiro di sollievo per il nostro ambiente che deve assorbire milioni di auto fuori uso. Mantenere in circolazione auto vecchie può dare lavoro a milioni di meccanici e quindi è certamente una buona notizia ridurre le auto nuove e riparare le vecchie. In sintesi questa crisi senza soluzione dimostra che il mondo può andare avanti senza i campioni del mondialismo. Sono cose che si possono dire? certamente no, ma noi per amore di verità e raziocinio, lo gridiamo ad alta voce. E gridiamo pure che il caso VW è solo il primo della revisione dell’intero sistema industriale mondiale.
Naturalmente non sarà indolore non tanto sul piano occupazionale che non crediamo sia preoccupante ma su quello finanziario e culturale: quale modello economico per il futuro? Non tanto preoccupa il cambiamento quanto il non sapere quale preferire; cosa che porta con se nell’abisso la credibilità della finanza internazionale.
Quasi quasi c’è proprio da augurarsela una bella crisi con fallimenti ad effetto domino per spazzare via un sistema di fare industria e finanza sostanzialmente assistito dal contribuente ed equivoco se non fuori dalla legalità. Vedremo, le condizioni ci sono tutte per un cambio di rotta e non si può far finta che vada tutto bene; stiamo per vivere un altro profondo cambiamento che oggi nessuno può neanche immaginare.
CANIO TRIONE
