Il ricorso presentato dal presidente della Puglia, Antonio Decaro, contro le pre intese sull’autonomia differenziata ha scatenato un acceso confronto politico tra Nord e Sud. I governatori delle regioni settentrionali hanno risposto con dure critiche, ritenendo il ricorso un mero strumento di consenso politico. Il presidente lombardo Attilio Fontana afferma che “l’autonomia non toglie nulla a nessuno, ma crea opportunità a tutti i territori”, sottolineando come questa possa favorire lo sviluppo equo. Da Venezia arriva invece la presa di posizione di Luca Zaia, che ricorda come la strada verso l’autonomia sia stata tracciata già nel 2001 grazie alla riforma del titolo V, voluta dal centrosinistra, ed esprime il diritto delle regioni più virtuose del Nord a gestire direttamente le risorse fiscali per migliorare la sanità locale.
Non manca una bordata da Forza Italia: il senatore pugliese Damiani definisce il ricorso di Decaro “solo propaganda politica” volta a nascondere i problemi reali della sanità pugliese e i conti in rosso della regione. Tuttavia, Decaro non si lascia intimidire e ribatte con forza, spiegando di non cercare consenso ma di voler difendere i cittadini pugliesi. A suo avviso, le parole dello stesso Stefani confermano i timori del Sud: se le regioni più ricche potranno spendere di più per la sanità, quelle in difficoltà saranno condannate a rimanere indietro. “La partita – conclude Decaro – non è di destra o sinistra, ma tra un sistema sanitario universalmente uguale e il rischio di un’Italia dove il diritto alla salute dipende dal codice postale”.
Questa vicenda rimane dunque aperta, con una battaglia politica che inevitabilmente tornerà davanti alla Corte Costituzionale, ponendo al centro il delicato equilibrio tra autonomia regionale e coesione nazionale.
