“Io credo che la letteratura faccia esattamente il contrario rispetto a creare una pace dell’interiorità, infatti la letteratura e la lettura aprono all’empatia, alla capacità di sentire il dolore degli altri, del proprio nemico o anche solo il dolore comune perchè tutti apparteniamo e siamo esseri umani ed è quello che cerco di raccontare nei miei libri e credo che tutti i libri facciano questo”.
Lo ha detto lo scrittore e intellettuale israeliano Eshkol Nevo che ieri sera ha presentato il suo libro Nostalgia al Libro Possibile e Vieste.
La sua partecipazione al festival è stata preceduta da polemiche e da un appello firmato da intellettuali, docenti, e politici, e anche dall’arcivescovo di Manfredonia, che chiedeva di ritirare l’invito allo scrittore contestato per le sue posizioni non ritenute esplicitamente di critica al governo israeliano.
Interpellato al riguardo dai giornalisti, Nevo non ha voluto parlare delle polemiche.
“Non si può vivere in un Paese come il mio e non venire influenzato da tutto ciò che accade attorno, soprattutto se tutto ciò che accade attorno è tutto ciò che succede da tre anni a questa pare”, afferma. “L’ultimo libro che ho scritto in ebraico e che sarà tradotto e pubblicato in Italia a partire dal 2027 riflette proprio su questo. Su come conflitto e guerra possano impattare sulla vita di ciascuno di noi. Non esiste un ostacolo, un limite tra l’interno e l’esterno, tra il personale e ciò che accade intorno, ma è appunto un processo di osmosi, un processo di passaggio attraverso questo ostacolo che io cerco di perseguire all’interno delle mie storie”.
Dai miei libri – ha detto – emerge un “essere umano democratico, perché in molti di essi sono raccontate le mie storie da prospettive diverse. La stessa storia può essere raccontata dal punto di vista di un uomo, di una donna, di un uomo anziano, di un giovane , di un palestinese, di un israeliano. Le angolazioni sono talmente tante e le mie storie, i miei personaggi ed in qualche modo anche i miei lettori sono esseri umani democratici”.
“Nostalgia – ha detto ancora – ha sicuramente l’obiettivo di esplorare il collegamento tra ciò che accade attorno a noi e l’effetto che tutto questo ha sulle nostre vite, sui rapporti familiari, sui legami, su come si crea il processo chimico di osmosi tra la vita esterna e quella personale”.
