L’Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi della Puglia chiede la tutela immediata del dott. Hussam Abu Safiya e del personale sanitario

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Il Consiglio dell’Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi della Regione Puglia ha approvato all’unanimità un ordine del giorno – proposto dalla consigliera Segretaria Amaila Quotta – in cui esprime profonda preoccupazione per le condizioni di detenzione e per il deterioramento dello stato di salute del dott. Hussam Abu Safiya, pediatra e direttore dell’Ospedale Kamal Adwan di Gaza, detenuto dalle autorità israeliane dal 27 dicembre 2024.

Amnesty International ha riferito che nei giorni scorsi il suo avvocato ha potuto fargli visita dopo settimane di isolamento in una cella sotterranea, e ha fatto fatica a riconoscerlo tanto era sfigurato dalle violenze subite. Il Consiglio ha chiesto il suo immediato rilascio, qualora non vengano tempestivamente formulate accuse specifiche e verificabili, al momento non ancora formulate dalle autorità israeliane.

In subordine, qualora quelle autorità intendessero procedere penalmente, l’Ordine sollecita la celebrazione di un processo equo e imparziale, con pieno accesso alla difesa e nel rispetto di tutte le garanzie previste dal diritto internazionale.

l Consiglio ha chiesto inoltre: il trasferimento immediato del dott. Abu Safiya dalla sezione Rakefet a una struttura idonea; l’esecuzione urgente di una valutazione medica e psicologica indipendente; l’accertamento delle eventuali lesioni e conseguenze psicofisiche secondo i criteri del Protocollo di Istanbul; l’accesso regolare ai legali, alla famiglia, alle cure sanitarie e agli organismi internazionali indipendenti; l’apertura di un’indagine trasparente sulle denunce di violenza, tortura, isolamento e privazione di cure.

L’Ordine aderisce all’appello della World Medical Association per la tutela del dott. Abu Safiya e degli altri professionisti sanitari palestinesi detenuti e promuove un’iniziativa congiunta con il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici, le altre professioni sanitarie e le organizzazioni scientifiche e umanitarie nazionali e internazionali.

Il documento dell’Ordine delle psicologhe e degli psicologi sarà trasmesso al Governo italiano, ai Ministeri competenti, alle istituzioni parlamentari ed europee, all’Ambasciata di Israele in Italia, alla World Medical Association, all’Organizzazione Mondiale della Sanità e all’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani.

La difesa della cura e di chi la esercita non può conoscere confini né doppi standard. Garantire la dignità, la salute e i diritti fondamentali di un medico detenuto significa tutelare l’universalità dei diritti umani e la possibilità stessa delle professioni sanitarie di operare nei territori attraversati dalla guerra.

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