Foggia: spaccio droga anche a minorenni, consegnata da incensurati, 5 arresti

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C’erano anche dei minorenni tra gli acquirenti della sostanza stupefacente che veniva gestita da un gruppo criminale sgominato questa mattina nel foggiano. Le consegne sarebbero avvenute anche attraverso incensurati. Dalle prime ore della mattina, i carabinieri della Compagnia di Vico del Gargano stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del Tribunale di Foggia su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di 6 indagati (tutti italiani, di età compresa tra i 20 e i 23 anni, di cui 4 destinatari del carcere, uno degli arresti domiciliari e uno dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria), ritenuti responsabili, a vario titolo, in concorso, di traffico, detenzione illecita e spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione e porto illeciti di una pistola (equiparata per caratteristiche ad un’arma da guerra) e detenzione illecita e cessione di materiale esplodente.

Le indagini coordinate dalla Procura, sono state avviate a seguito del sequestro di un telefono cellulare di uno degli indagati, fermato il 29 settembre 2025 a Cagano Varano durante un posto di controllo e trovato in possesso, nel corso di perquisizioni nell’abitacolo e a casa, di un bilancino di precisione e di modiche quantità hashish e cocaina. Dall’analisi del dispositivo e da successivi sviluppi sono stati documentati , tra aprile del 2023 e settembre del 2025, la detenzione e la compravendita, nei comuni di Vieste e Ascoli Satriano, di cospicue quantità di cocaina, hashish e marijuana, procurati per lo più a Foggia e a Bari.

Il trasporto della sostanza stupefacente sarebbe stato assicurato da incensurati, indicati come ‘delivery’ e ritenuti insospettabili dagli indagati. La droga veniva nascosta nelle confezioni di snack e alimenti per evitare controlli. Quindi, dopo appuntamenti concordati, veniva recapitata agli assuntori, alcuni dei quali minorenni. Gli inquirenti hano anche rilevato come nelle interlocuzioni con fornitori e acquirenti, per concordare le modalità di acquisto e di successiva vendita al dettaglio dello stupefacente, gli indagati abbiano fatto ricorso a comunicazioni in codice, garantite da applicazioni di messaggistica istantanea o da canali sul dark web. I pagamenti sarebbero stati assicurati, secondo le indagini, mediante la ricarica di carte prepagate o l’utilizzo di criptovalute. Uno degli indagati, inoltre, è accusato anche della detenzione e del porto illeciti di una pistola e di 2 chilogrammi di polvere da sparo destinati alla vendita a terzi.

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