Criminalità: Società foggiana infiltrata in edilizia, arrestato un imprenditore

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C’è anche un imprenditore tra i cinque arrestati dell’inchiesta di oggi sulla Società foggiana, in particolare per la ”batteria” dei Francavilla. Secondo l’accusa della Procura di Bari, sulla base di indagini svolte dai Carabinieri e dalla Polizia di Stato, l’imprenditore edile è accusato di riciclaggio con aggravante mafiosa, in concorso con un esponente dei Francavilla a cui si contesta invece l’autoriciclaggio sempre con aggravante mafiosa.

Stando alla ricostruzione, sulla base degli accertamenti condotti dalla Sisco della Polizia, nel periodo 2012-2013 all’imprenditore sono stati consegnati 600.000 euro, provenienti da reati e affari illeciti, affinché venissero investiti nel settore edilizio, così determinando l’infiltrazione mafiosa del clan tramite una sequenza di operazioni societarie e immobiliari. Tra i reati contestati a vario titolo nell’inchiesta, c’è anche l’utilizzo di telefoni cellulari da parte dei capi dell’organizzazione per impartire ordini. In particolare, è stato accertato nel 2021 l’uso di un’utenza telefonica clandestina nel carcere di Tolmezzo (Udine) con lo scopo di agevolare la sopravvivenza della ”batteria” dando indicazioni ai sottoposti sebbene i vertici del sodalizio fossero detenuti.

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