Blitz dei Carabinieri della Compagnia di Cerignola contro un’organizzazione ritenuta specializzata nella ricettazione e nel riciclaggio di autovetture rubate e dei relativi pezzi di ricambio.
Nelle prime ore di martedì 23 giugno, i militari hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Foggia, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di otto persone.
Gli indagati, tutti originari di Cerignola e di età compresa tra i 20 e i 53 anni, sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla ricettazione e al riciclaggio di autovetture. Per tre di loro è stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre altri cinque sono stati posti agli arresti domiciliari.
L’inchiesta è stata avviata nel marzo 2025 dopo il fermo di due polacchi, sorpresi mentre caricavano su un furgone componenti meccaniche e parti di carrozzeria provenienti da veicoli rubati. Da quell’episodio gli investigatori avrebbero ricostruito l’esistenza di un’organizzazione con base operativa a Cerignola, composta da persone con ruoli ben definiti, tra addetti allo smontaggio delle auto, trasportatori, vedette e soggetti incaricati della logistica.
Secondo quanto emerso dalle indagini, coordinate dalla Procura di Foggia, il gruppo si sarebbe rifornito di veicoli rubati in diverse aree del Sud Italia, occultandoli in depositi, box, autoparchi e aree rurali tra Cerignola e Foggia. Le automobili sarebbero poi state smontate e sottoposte a operazioni finalizzate a impedirne l’identificazione, tra cui la punzonatura e la smerigliatura dei telai.
Gli investigatori ritengono inoltre di aver documentato la commercializzazione dei pezzi di ricambio sia sul mercato italiano sia all’estero attraverso piattaforme di e-commerce e rivendite riconducibili a due aziende di autoricambi con sede a Cerignola, una delle quali, secondo l’accusa, farebbe capo al presunto promotore dell’associazione.
Per rendere più difficile la ricostruzione delle attività illecite, gli indagati avrebbero utilizzato schede telefoniche intestate fittiziamente a cittadini stranieri, furgoni a noleggio e spedizioni affidate a corrieri, oltre a false fatture e conti correnti intestati a terzi. Il volume d’affari illecito, secondo gli investigatori, ammonterebbe a oltre 2,5 milioni di euro.
Nel provvedimento cautelare vengono contestati undici episodi di ricettazione e riciclaggio commessi tra agosto e novembre 2025, riguardanti parti di ricambio provenienti da circa quaranta veicoli rubati.
Nel corso delle indagini due persone erano già state sottoposte a fermo di indiziato di delitto e altre due denunciate a piede libero. I Carabinieri hanno inoltre sequestrato oltre 10mila componenti e parti di autovetture ritenute provento di furto.
