“Mi unisco alla richiesta già avanzata dagli autorevoli capigruppo parlamentari Galeazzo Bignami e Lucio Malan: Marco Pellegrini rassegni immediatamente le dimissioni dal Copasir. Non solo. Prima dell’arrivo del presidente del Consiglio Giorgia Meloni a Foggia il prossimo 24 giugno, abbia il coraggio di chiedere pubblicamente scusa. In mancanza di ciò, dimostri almeno il buon senso di non presentarsi sul palco delle Autorità in occasione del 252° anniversario della Guardia di Finanza. Le istituzioni meritano rispetto. Foggia merita rappresentanti all’altezza”. Così la coordinatrice di Fratelli d’Italia del capoluogo dauno, Daria Cascarano, a proposito della foto, “un deep fake”, secondo i capigruppo di Fdi che ritrae in un selfie Giorgia Meloni e Donald Trump, pubblicata in un post del deputato pentastellato eletto in Puglia.
“Onorevole Pellegrini – aggiunge Cascarano – inadeguato, inadatto, ridicolo, servile è evidentemente lei che non ha rispetto delle istituzioni e nemmeno amore della sua patria. Le parole e i comportamenti del deputato foggiano Marco Pellegrini rappresentano un punto di caduta gravissimo, non solo sul piano politico ma anche su quello istituzionale. L’unica vera inadeguatezza emersa è la sua: quella di chi ricopre ruoli delicatissimi per la sicurezza della Nazione, come il Copasir, senza dimostrare né equilibrio né senso delle istituzioni. Ancora più grave è il fatto che tale condotta provenga da un parlamentare che, nei fatti, non ha lasciato alcuna traccia concreta di impegno politico sul territorio foggiano dalla sua prima elezione nel 2018. Una distanza evidente dai cittadini, che oggi si accompagna a comportamenti irresponsabili. La pubblicazione di un’immagine artefatta, riconducibile a strumenti di intelligenza artificiale e fatta passare per reale – evidenzia Cascarano – non è solo un gesto scorretto sul piano politico: è un atto che apre profili di rilevanza ben più seri (articolo 612 quater del codice penale). Un comportamento – conclude – che conferma, ancora una volta, la totale inadeguatezza a ricoprire incarichi istituzionali di tale livello”.
