Pax Augustea e Neutralità

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Durante la Pax Romana (che, come sappiamo e come abbiamo scritto,  si sviluppò principalmente sotto l’impero di Augusto e durò fino al II secolo d.C.), i Paesi che oggi il diritto internazionale definisce “neutrali” formalmente non esistevano.

E ciò anche se, nella sostanza,  alcuni territori o determinati popoli erano considerati indipendenti o non direttamente sottomessi all’Impero Romano.

Ciò avveniva per diverse ragioni:  spesso  perché essi non rappresentavano una minaccia militare per Roma, altre volte  perché erano troppo distanti o difficili da controllare o, infine, perché erano Stati-clienti o alleati formali che mantenevano una certa autonomia.

Questi Stati che oggi, con una certa approssimazione, consideriamo “neutrali”, avevano autonomia limitata in base a norme di trattati  o patti di alleanza e svolgevano un ruolo prettamente commerciale; in pratica,  fungevano anche da necessaria barriera tra Roma e le potenze rivali.

In conclusione, anche se non esisteva un concetto di “neutralità” nel senso moderno del termine, questi Stati erano spesso più utili a Roma di quelli conquistati, perché garantivano stabilità commerciale e militare senza richiedere  un controllo diretto,per sua natura molto costoso.

 

Ritengo che gli ideatori (palesi ed occulti) della concezione  Augustea della Pax Romana dovrebbero farsi carico di rispolverare anche l’idea della neutralità così come si è sviluppata nel corso dei secoli, unendo elementi antichi e contemporanei.

E ciò, anche perché se un nuovo assetto geopolitico, fondato sul ruolo pacificatore (e/o impeditivo di imprevedibili  “colpi di testa” bellici) della forza (id est:deterrenza) nucleare, anche se “ideato” da pochi dovrebbe essere, nella sostanza e pur senza atti formali, accettato e condiviso da molti.

In altre parole, esso dovrebbe soppiantare il bellicismo insito nei patti di difesa armata, di non aggressione, di soccorso militare (tipo NATO, patto di Varsavia et similia) e dare un valore non solo commerciale ma di tramite relazionale ai Paesi di una nuova, ben concepita e bene articolata rete di Stati  neutrali.

L’unico, vero ostacolo al nuovo assetto geopolitico del globo sarà la persistenza (solo in Occidente) di un inestinguibile focolaio di odio e  di rabbia (entrambi insanabili) che da venti secoli funestano la vita di popolazioni che senza le aberrazioni religiose dei tre monoteismi mediorientali e delle due nefaste perversioni ideologiche teutoniche, innestate sul fantasioso e irrealistico assolutismo platonico, avrebbero tutte le condizioni personali e ambientali per seguire regole eudemoniche di vita.

Nel clima più gradevole del Pianeta, nel paesaggio più ameno della superficie terrestre, tra le creazioni artistiche e architettoniche più pregevoli e belle del mondo la stupidità Occidentale si manifesta in tutta la sua deleteria e autodistruttiva potenza.

E l’odio ventrale,  viscerale, acefalo che sorge spontaneo nei confronti di chiunque emerga dalla massa e sia in grado di concepire idee in luogo di

imbecilli rancori…ne rappresenta, purtroppo, la manifestazione più suicida.

 
LUIGI MAZZELLA

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