UNGHERIA E I DUBBI AMLETICI

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   Ci sono molte cose che non si riescono a capire. Cose che confliggono con la logica più banale. L’unica spiegazione possibile è che ci sia un disallineamento disfunzionale: da un lato, una caterva di gente della “crosta” ben intenzionata a perseguire, con freddo cinismo, i propri interessi nella certezza ben riposta che ogni sua esternazione venga presa come oro colato; dall’altro lato, un popolo di gente di “sotto la crosta”, inconsapevole di non essere immune al plagio normato a filtrare, come una TV ben sintonizzata, trasmissioni a differente frequenza d’onda. -E’ il caso della pretesa di voler cancellare l’unanimità del voto in un EU che non è Stato, non ha un Parlamento legislativo, è una “Europa dei Trattati Commerciali”; -è il caso della pretesa di votare con la preferenza in un mondo dove è impossibile per l’elettore “conoscere i candidati”. Evitiamo qui di fare qualche esempio-scempio; -è il caso della pretesa di condannare senza appello opinioni non omologate: se critichi la politica della EU, sei anti europeista; -è il caso della pretesa di essere “antifascista per diritto acquisito” con il diritto di comportarti da fascista; -è il caso di difendere a spada tratta la Costituzione più bella del mondo senza averla mai letta fatta eccezione per la prima parte dell’articolo 1.   Ma, se continuiamo con gli esempi, finiremo per fare un articolo d’esempi. Però, sia consentito l’ultimo, in merito alle recenti elezioni in Ungheria. Una parte consistente della “crosta europea” ha espresso la propria soddisfazione perché il voto abbia finalmente punito l’odiato Viktor Orban. Finalmente, il “calimero europeo” è stato fatto fuori; si, quel banale dittatore (secondo Ilaria Salis che ora potrà tranquillamente farsi giudicare dalla giustizia ungherese) che impediva l’omogeneo funzionamento della EU. Anche questo non si capisce: si è contenti che sia sparito il multiculturalismo e la multiformità che è la ricchezza della innovazione e del confronto. Si preferisce che non ci sia opposizione; si preferisce la omologazione e lo slogan “lo vuole l’Europa” dove si confonde la EU con l’Europa e dove è latente il fascismo degli antifascisti che condannavano il fascista Orban amico della fascista Meloni. Eppure, quel fascista di Orban ha accettato, diligentemente, il voto popolare e si è messo, ordinatamente, da parte: mai visto un dittatore così ben diverso da tanti sedicenti democratici e liberali.  Però, che confusione! Ma a noi, popolo indifferente, che ci importa? Non abbiamo votato la Cicciolina al Parlamento? Quella che avrebbe dovuto pensare a noi proponendo e votando leggi per il nostro benessere? Qualcuno ce l’ha indicata; noi le abbiamo dato fiducia (tanto questa è gratis e ci consente poi di indignarci); lei, ora, ha uno stipendio che le paghiamo così le tasse non diminuiscono. E le leggi? Lei le ha votate, doverosamente, su ordine di scuderia. Nessuno cittadino votante si è domandato se questo non fosse vilipendio del Parlamento Italiano? Ma torniamo alla Ungheria.  La sinistra non ha rappresentanti nel Parlamento di Budapest: maggioranza e opposizione stanno entrambi a destra. Queste cose la EU non le capisce; ma che c’importa? Festeggiamo comunque. Intanto vediamo che dice Péter Magyar. il premier che ha sconfitto Viktor Orban. Lui chiede di levare le sanzioni alla Russia, non vuole finanziare l’Ucraina e non la vuole nella EU.  Infatti, dice: “Dovremo sederci al tavolo dei negoziati con Putin. La nostra dipendenza energetica dalla Russia rimane ancora, quindi ci impegneremo in un dialogo con la Federazione russa ….. Spero che l’aggressione russa contro l’Ucraina finisca presto ….. immediatamente l’Europa revochi le sanzioni ….. perché siamo vicini alla Russia e non è nel nostro interesse acquistare materie prime a prezzi più elevati, poiché ciò distrugge la nostra competitività”. Ma poi, continua sulla EU: “Ci asterremo dall’interferire negli affari interni di qualsiasi altro Paese, e chiediamo loro di fare lo stesso nei confronti dell’Ungheria. La nostra storia non si scrive a Bruxelles o a Washington, ma nelle strade e nelle piazze ungheresi”. Per quanto concerne la Ucraina di Zelensky (su ingresso in EU e sui € 90 mld promessi) dice: “Non siamo favorevoli a un’adesione accelerata di Kiev all’Unione europea. Stiamo parlando di un Paese in guerra: è totalmente assurdo che un Paese in guerra venga ammesso nella Ue ….. Non possiamo permetterci di contrarre nuovi prestiti ora ….. la decisione di escludere l’Ungheria è già stata presa a dicembre: non capisco perché ora la questione venga riproposta”.   Ora? Che farà la oligarchia della EU? Farà quello che ha fatto sempre, imporre un regime ai popoli europei. Ma è questione diversa dalla dittatura: si chiama oligarchia
UNGHERIA E I DUBBI AMLETICI   ANTONIO VOX   Ci sono molte cose che non si riescono a capire. Cose che confliggono con la logica più banale. L’unica spiegazione possibile è che ci sia un disallineamento disfunzionale: da un lato, una caterva di gente della “crosta” ben intenzionata a perseguire, con freddo cinismo, i propri interessi nella certezza ben riposta che ogni sua esternazione venga presa come oro colato; dall’altro lato, un popolo di gente di “sotto la crosta”, inconsapevole di non essere immune al plagio normato a filtrare, come una TV ben sintonizzata, trasmissioni a differente frequenza d’onda. -E’ il caso della pretesa di voler cancellare l’unanimità del voto in un EU che non è Stato, non ha un Parlamento legislativo, è una “Europa dei Trattati Commerciali”; -è il caso della pretesa di votare con la preferenza in un mondo dove è impossibile per l’elettore “conoscere i candidati”. Evitiamo qui di fare qualche esempio-scempio; -è il caso della pretesa di condannare senza appello opinioni non omologate: se critichi la politica della EU, sei anti europeista; -è il caso della pretesa di essere “antifascista per diritto acquisito” con il diritto di comportarti da fascista; -è il caso di difendere a spada tratta la Costituzione più bella del mondo senza averla mai letta fatta eccezione per la prima parte dell’articolo 1.   Ma, se continuiamo con gli esempi, finiremo per fare un articolo d’esempi. Però, sia consentito l’ultimo, in merito alle recenti elezioni in Ungheria. Una parte consistente della “crosta europea” ha espresso la propria soddisfazione perché il voto abbia finalmente punito l’odiato Viktor Orban. Finalmente, il “calimero europeo” è stato fatto fuori; si, quel banale dittatore (secondo Ilaria Salis che ora potrà tranquillamente farsi giudicare dalla giustizia ungherese) che impediva l’omogeneo funzionamento della EU. Anche questo non si capisce: si è contenti che sia sparito il multiculturalismo e la multiformità che è la ricchezza della innovazione e del confronto. Si preferisce che non ci sia opposizione; si preferisce la omologazione e lo slogan “lo vuole l’Europa” dove si confonde la EU con l’Europa e dove è latente il fascismo degli antifascisti che condannavano il fascista Orban amico della fascista Meloni. Eppure, quel fascista di Orban ha accettato, diligentemente, il voto popolare e si è messo, ordinatamente, da parte: mai visto un dittatore così ben diverso da tanti sedicenti democratici e liberali.  Però, che confusione! Ma a noi, popolo indifferente, che ci importa? Non abbiamo votato la Cicciolina al Parlamento? Quella che avrebbe dovuto pensare a noi proponendo e votando leggi per il nostro benessere? Qualcuno ce l’ha indicata; noi le abbiamo dato fiducia (tanto questa è gratis e ci consente poi di indignarci); lei, ora, ha uno stipendio che le paghiamo così le tasse non diminuiscono. E le leggi? Lei le ha votate, doverosamente, su ordine di scuderia. Nessuno cittadino votante si è domandato se questo non fosse vilipendio del Parlamento Italiano? Ma torniamo alla Ungheria.  La sinistra non ha rappresentanti nel Parlamento di Budapest: maggioranza e opposizione stanno entrambi a destra. Queste cose la EU non le capisce; ma che c’importa? Festeggiamo comunque. Intanto vediamo che dice Péter Magyar. il premier che ha sconfitto Viktor Orban. Lui chiede di levare le sanzioni alla Russia, non vuole finanziare l’Ucraina e non la vuole nella EU.  Infatti, dice: “Dovremo sederci al tavolo dei negoziati con Putin. La nostra dipendenza energetica dalla Russia rimane ancora, quindi ci impegneremo in un dialogo con la Federazione russa ….. Spero che l’aggressione russa contro l’Ucraina finisca presto ….. immediatamente l’Europa revochi le sanzioni ….. perché siamo vicini alla Russia e non è nel nostro interesse acquistare materie prime a prezzi più elevati, poiché ciò distrugge la nostra competitività”. Ma poi, continua sulla EU: “Ci asterremo dall’interferire negli affari interni di qualsiasi altro Paese, e chiediamo loro di fare lo stesso nei confronti dell’Ungheria. La nostra storia non si scrive a Bruxelles o a Washington, ma nelle strade e nelle piazze ungheresi”. Per quanto concerne la Ucraina di Zelensky (su ingresso in EU e sui € 90 mld promessi) dice: “Non siamo favorevoli a un’adesione accelerata di Kiev all’Unione europea. Stiamo parlando di un Paese in guerra: è totalmente assurdo che un Paese in guerra venga ammesso nella Ue ….. Non possiamo permetterci di contrarre nuovi prestiti ora ….. la decisione di escludere l’Ungheria è già stata presa a dicembre: non capisco perché ora la questione venga riproposta”.   Ora? Che farà la oligarchia della EU? Farà quello che ha fatto sempre, imporre un regime ai popoli europei. Ma è questione diversa dalla dittatura: si chiama oligarchia
ANTONIO VOX

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