LA FIAMMA, LA FALCE E IL MARTELLO

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Qualche sera fa si è tenuta a Bari una manifestazione celebrativa degli 80 anni dalla fondazione del MSI , il partito della Fiamma.Nonostante io odi commemorazioni e rimpatriate , ieri mi è dispiaciuto non esserci potuto andare.Perché quello che continua ad ardere del ricordo di quella fiamma in noi vecchi è la purezza, il disinteresse assoluto per il potere che per chi vi aderiva, questo era precluso per definizione.Recentemente nelle discussioni sui social mi è capitato di leggere, da parte di una avvocata per il No ( e ho detto tutto), che quella Fiamma le dava il voltastomaco. Non entro nel merito, ognuno ha il voltastomaco per qualcosa nella vita e , almeno io, disprezzo cose che almeno credo di conoscere.La riflessione mia è stata un’ altra.Io non provo alcun voltastomaco se vedo la falce e il martello e non perché voglia improvvisamente atteggiarmi ad ecumenico, ma perché ho conosciuto la politica di quando si studiava, si credeva veramente in quel che si diceva e si faceva, si difendevano valori (noi) e diritti (loro) veri, da calli sulle mani e sudore della fronte, non la Q + da aggiungere a LGBT.Berlinguer , per capirci, non avrebbe mai ballato su un carro a fianco delle cosce di Elodie così come Almirante , ascoltando la parola ” lochescion” ti avrebbe buttato fuori dalla stanza.Oggi la politica è così , si scrive su un social che la Fiamma ti da’ il voltastomaco e qualcuno risponderà “Provi con il Gaviscon, funziona“. PINUCCIO TARANTINI

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