Di questo anno 2026, appena cominciato, già siamo a Pasqua.
Non è nemmeno un anno bisestile; quello che la credenza popolare apostrofa come: “anno bisesto, anno funesto”.
Eppure siamo in mezzo alle guerre, alle crisi energetiche, a problemi economici, a povertà emergenti. Ecco che la saggezza popolare ci dice: “si salvi chi può”. Non è questo, forse, il senso della attuale scenario sociale?
Un filosofo politico, non politicante, dovrebbe invece ricorrere al detto più sofisticato; quello che dice: “tutti i nodi vengono al pettine”.
Ma siamo a Pasqua; pensiamo all’agnello!
Cosa ci aspettiamo? Non siamo tranquilli nemmeno qui: nell’Alta Murgia sono scomparsi ben oltre 150 agnelli. Forse che gli animalisti e i vegani hanno fatto un blitz? Macché. E’ roba di abigeato. Le aziende zootecniche sono in allarme; come in allarme sono le famiglie dei lavoratori del settore.
Le ripercussioni sulla economia delle imprese sono gravose con danni di parecchie decine di migliaia di euro. Si sa, ad esempio, che l’azienda agricola Paolo Patruno, di Bisceglie, nella notte tra il 25 e il 26 marzo scorso, sono stati rubati circa 150 capi; mentre l’azienda agricola di Francesco Tedone, di Corato, ha sofferto di analogo grave furto.
Massimiliano Del Core, della Confagricoltura Puglia, denuncia: “Non possiamo più parlare di episodi isolati ma di un fenomeno che sta assumendo dimensioni preoccupanti. Gli allevatori sono esasperati e chiedono risposte concrete e tempestive. Non è più tollerabile che chi lavora onestamente debba subire danni così ingenti senza adeguate forme di tutela”.
Enzo Villani, il direttore della organizzazione di Confagricoltura incalza: ”Il settore zootecnico sta attraversando una fase estremamente delicata e l’abigeato rappresenta un ulteriore fattore di destabilizzazione. È necessario rafforzare immediatamente i presìdi di sicurezza sul territorio e attivare ogni strumento utile alla prevenzione”.
Entrambi puntano molto sulle iniziative di controllo e sicurezza.
Ma che possono fare i Carabinieri e le forze dell’ordine? L’auspicato uso di droni, già utilizzati con efficacia per il contrasto al bracconaggio e all’abusivismo, porterebbe a ben pochi benefici.Bracconaggio e abusivismo sono reati che si svolgono di giorno e hanno bisogno di un congruo tempo per essere portati a termine: l’abigeato si pratica di notte e in breve tempo.
Ci vorrebbe un esercito per contrastare i reati contro la proprietà, quando imperversa il disagio sociale.
