Qualcosa è cambiato. E sarà difficile tornare indietro…. senza eventi traumatici

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In un Paese come l’Italia dove una riforma definita “innovativa” prova ad  attenuare il concetto fascista di autocratismo del pubblico ministero (non si risponde di niente e a nessuno: solo a se stessi) soltanto ricorrendo all’altra concezione, ugualmente fascista, del corporativismo (si dà conto del proprio operato soltanto alla corporazione cui si appartiene) non ci si può meravigliare che la democrazia sia solo un termine privo di significato. E che essa, dopo l’esito del referendum sulla riforma Nordio, sia destinata a peggiorare notevolmente.

Fingere che, con la sconfitta del SI,  nulla sia mutato rappresenta il massimo dell’ipocrisia di cui può essere capace un Paese vissuto per oltre duemila anni di menzogne  assunte come verità assolute, di odi inconfessabili camuffati da amore per il prossimo, di istinti perfidi e malvagi d’invidia contrabbandati come ansie e desideri  di uguaglianza per l’umanità.

Nulla è più e, probabilmente, nulla sarà più come prima (che già non era l’optimum).

La nostra collettività sarà, verosimilmente, ancor più attraversata dalla dimosrazione ostentata e trucida di  idiosincrasie personali inestinguibili, di forti avversioni per persone non gradite, di antipatie e di odi feroci per chi non la pensi o viva come noi, di rancori indomabili e profondi.

Sui social il turpiloquio sarà maggiormentte l’unico linguaggio rinvenibile nello scambio di ingiurie che  sostituirà totalmente e miserevolmente quello delle opinioni. 

Nessuno tenterà veramente di ragionare: prevarranno, come è già avvenuto nella campagna referendaria, le affermazioni di fanatici ideologizzati,  ottusamente apodittiche, superficiali, definitive, come quelle di chi pretende di essere in possesso dell’unica possibile verità. 

Gente che dovrebbe essere caratterizzata dalla modestia del ruolo esercitato nella vita sociale, avrà la stessa sicumera di chi ha ricoperto  ruoli di grande e significativo rilievo pubblico  

L’esercizio  di competenze sostanzialmente  impiegatizie e di servizio non impedirà a dipendenti pubblici, vincitori di modesti concorsi di primo grado, aperti a neo laureati con poche nozioni giuridiche spesso molto confuse nella testa che essi si sentano come i veri protagonisti della vita pubblica del Paese, pretendendo, con ingiustificata prosopopea, di fuoruscire dal loro status di civil servant.

Minacce di ritorsioni e di vendette, uso abbondante di aggettivazioni volgari e infamanti colpiranno chi assumerà, anche su un piano di rigorosa ortodossia politica democratica, di avversare ogni possibile privazione futura di libertà.

C’è poi da temere che pretendano di governare sostanzialmente  lo  Stato (dopo il “sinistro” trionfo referendario) i magistrati più faziosi che, per fortuna, sono solo pochi ma esistono: come quelli che si sono sentiti   autorizzati a cantare, nelle aule dei Tribunali e delle Corti, inni esaltanti la violenta guerra civile, sanguinosa e terribile, del secondo dopoguerra mondiale.

Il clima di feconda collaborazione per raggiungere livelli nazionali di comune benessere sarà solo il ricordo di un passato democratico, peraltro, già molto relativo e ferito a morte da iniziative del passato.

Anche cittadini che hanno tentato per anni di dare  la parvenza di essere moderati e civili si toglieranno la maschera, sputando, come è gia avvenuto,  veleno sui cadaveri di avversari politici (e, per le sue,  qualità di uomo e di statista mal digerite dalle canaglie, il più bersagliato è stato Bettino Craxi) e riversando bile e fiele su quelli viventi (qui il primato degli strali è toccato e  toccherà a Donald Trump, che viene visto come un gigante minaccioso  da un mondo di minuscoli pigmei). 

Dai social e dal sistema mass-mediatico con i suoi obbrobriosi talk show di gente invecchiata mentalmente molto male, rabbiosa nonostante i lauti e immeritati introiti di “raccomandati” funzionari radiotelevisivi al servizio del “potere” del momento, è emerso uno spettacolo immondo di squallida mediocrità, in cui anche il gentil sesso ha dimostrato di non essere tale, ma di avere dentro di sé una carica di aggressività e di violenza da far paura e da indurre a  mandare alle ortiche tutte le istanze di parità di genere che da anni costituivano il “cavallo di battaglia” dei progressisti.

Esse sono state ampiamente smentite dalla volgarità degli insulti di poco delicate gentildonne.

La lotta contro  il virilismo per il primato nella violenza verbale  è finita alla pari se non con la loro vittoria!

D’odio si muore” ho scritto nel mio libro, pensando alle persone sensibili costrette a vivere in un tale tipo di società fondato sull’irrazionalità più cieca. Ma devo aggiungere che in essa vivono più che bene i promotori del caos sociale: giornalisti (o pseudo-tali) della carta stampata e della radiotelevisione i cui versamenti di fiele contro Trump sono retribuiti lautamente dal “Deep State” americano e dal Partito Democratico di Obama e di Clinton; lo stesso che promuove e finanzia tutte le proteste contro Trump negli States

E’ gente che, vivendo su tributi economici di Agenzie di  spioni e agenti segreti provocatori, a mio giudizio, non si dovrebbe più frequentare, E ciò per la propria serenità e per il bene del nostro Paese contro cui, sostanzialmente, remano per curare interessi stranieri. 

In una collettività, come quella Italiana, in preda a una confusione senza pari, questa è l’unica misura possibile. 

LUIGI MAZZELLA

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