I finti antiamericani

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Siamo nel campo delle congetture Pasoliniane ma credo che anche una mente di capacità intellettive inferiori a quelle considerate “eccezionali” del mitico Pier Paolo possa arguire che sia da considerare con un certo sospetto :

a) sia la nascita  ex nihilo di un Movimento a sinistra dei comunisti, detto delle Cinque Stelle, fortemente critico di questi ultimi, 

b) sia la fortunata e parallela  ascesi mediatica di un foglio, solo per certi aspetti e sempre calcolatamente,  contro-corrente. 

E’ verosimile che il  favore popolare  del primo non sia del tutto spontaneo e naturale; così come l’acquisto immediato e subitaneo di un  cospicuo seguito da parte del secondo (fin dai primi momenti della sua diffusione).

Ed è da riconoscere che  sia i rappresentanti del Movimento sia quelli del giornale hanno dimostrato  di essere  dotati di quelle speciali qualità comunicative (e negativamente caratteriali) richieste per incrementare l’importanza del ruolo  degli “agenti provocatori” operanti nella vita politica di un Paese e sui media mondiali. 

Essi hanno dato, soprattutto, prova di essere capaci di sapere sfruttare bene una situazione a loro  favore  rivelatasi del tutto inedita: quella di potere odiare, senza infingimenti, l’America di Donald Trump e al tempo stesso servire utilmente e pedissequamente quella del Deep State, di Barack e Michelle Obama e di Bill  e Hillary Clinton.

Credo che mai  gli “agenti provocatori” di un Secret Service si siano trovati in una  situazione più favorevole all’esercizio della loro attività spionistica come nell’ipotesi attuale di un’America divisa tra quella che gioisce per la vittoria di Donald Trump e quella che, con il Deep State (CIA,FBI, PENTAGONO, finanzieri e costruttori di armi) trami per farlo cadere anzitempo, a dispetto dello strepitoso  successo elettorale ottenuto. 

I “finti antiamericani” che abbiamo in Italia (e che gli Italioti super beoti  mostrano di ignorare) hanno avuto, sulle guerre in corso, un terreno molto facile per i loro interventi.

In Europa, infatti,  la CIA, nei lunghi anni di presenza del Partito Democratico alla Casa Bianca, “deviando” i servizi di intelligence locali della maggior parte dei Paesi Occidentali ha messo a loro disposizione una rete di alleati veramente preziosa, tutta orientata contro Donald Trump e in conseguenza contro  Putin e Xi Jinping, considerati suoi interlocutori dopo che tutti e tre insieme hanno mostrato propensione per un diverso assetto geopolitico del mondo, pacifico, sì ma solo per effetto dell’intesa tra le massime potenze planetarie.

Da abili spioni,  i “finti anti-americani” di stanza in Italia hanno potuto così dedicarsi ad altro.

In particolare,  assumendo posizioni utili ai Democratici statunitensi  per continuare nell’ uso politico della giustizia in Italia hanno contrastato e favorito l’avversione alla riforma Nordio, nell’intento di consentire anche in futuro di continuare a  far fuori statisti italiani, non graditi agli ex Alleati, come è avvenuto, in passato,  per il lieve sgarbo agli Ingelsi di Alcide De Gasperi e per il coraggioso orgoglio di Bettino Craxi.

I finti antiamericani,  aderenti ai Cinque Stelle e collaboratori del giornale, contro ogni regola di buon senso  hanno tentato di dimostrare che la riforma ledeva  il principio dell’ autonomia e dell’indipendenza dei pubblici ministeri. Cosa che non è! E che se anche fosse…andrebbe in favore della democrazia e non dell’autocrazia qual è quella di chi non risponde del proprio operato per niente ed a nessuno.

L’opera di “guastatori” compiuta da questi agenti camuffati da difensori della legalità ha avuto certamente l’effetto di turbare le acque referendarie.

E ciò solo per l’ignoranza degli Italioti della regola di ogni democrazia che vuole assegnato al Parlamento, sede di ultima istanza del “demos”, il giudizio sull’operato del Potere Esecutivo e dei suoi stipendiati dipendenti!

Con il “capolavoro” di sottrarre il pubblico ministero alle sue professionali responsabilità di “fedele servitore” dello Stato, la strada per giungere alla eventuale corruzione di un pubblico dipendente lasciando il suo Ministro nella torre eburnea della “non conoscenza” si è voluto spianare la strada all’operato dei futuri  destabilizzatori di professione della vita politica dei Paesi asserviti agli USA.

LUIGI MAZZELLA

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