Autovelox, la bestia nera degli automobilisti. Tutti in posizioni strategiche, tutti con limiti di velocità che fanno addormentare al volante, tutti fatti apposta per garantire un incasso certo. Della sicurezza sulle strade non interessa a nessuno.
Questo è quello che pensa l’automobilista controllato e multato quando, spessissimo, riceve una ammenda, per aver sconfinato di pochi KM orari, da un sistema informatico più imbecille di uno zombi e per niente flessibile …. irritante. Qui la Intelligenza Artificiale non deve essere usata perché farebbe apparire tragicomica la intelligenza della Pubblica Amministrazione.
Non se ne paria, poi, degli importi delle multe che appaiono stratosferici ai pensionati e a gente con stipendi bassi; tutte persone che, certo, non hanno nessuna voglia di trasgredire ma sono costretti da limiti molto stringenti. Se a tutto questo si aggiunge il fatto che per fare un ricorso si perde un sacco di tempo e si deve metter mano al portafoglio, ecco che la pazienza se ne scappa via. Ma se si aggiunge anche gli autovelox non a norma sono la maggioranza, ecco che vorresti malmenare quel burocrate seduto dietro una scrivania che s’inventa cose così irritanti.
Ovviamente, si dice che gli autovelox svolgono un ruolo cruciale per il monitoraggio e la regolazione della velocità dei veicoli. Ma non è così: dietro gli autovelox c’è un contabile che incassa e una amministrazione che spende quel surplus arrivato come una manna.
Ecco che succede, in realtà, a conferma di quanto giusta sia la irritazione degli automobilisti. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha avviato un’indagine per valutare lo stato di omologazione degli autovelox installati in Italia. Ne sono stati rilevati oltre 11.000.
Ebbene, di questi oltre 11.000 dispositivi rilevati a livello nazionale, solo una piccola frazione è stata registrata correttamente sulla piattaforma ministeriale. I registrati sono solo 3.800;ne mancano 7.200. In termini percentuali 35% registrati, 65% fantasmi.
Come mai? Come mai non si prendono provvedimenti verso questo scempio burocratico,trappola d’incasso? Qui si tratta di scippo dalle tasche degli automobilisti perché c’è l’alta probabilità che quelli che mancano non sono affatto omologati anzi sono illegali. Ma le multe verso gli inconsapevoli cittadini corrono lo stesso e sfuggono ad un controllo di legittimità perché non sono centralizzate: ogni Comune fa come gli pare. Ma c’è di più: dei 3.800registrati solo poco più di 1.000 sono correttamente omologati e legali. Sorge, così, il dubbio che gli autovelox necessari per garantire sicurezza sulla rete stradale italiana siano proprio solo quelli: 1.000. In sostanza solo un 10% degli 11.000 rilevati.
Sembra chiaro che ci siano implicazioni legali e amministrative per automobilisti e amministrazioni territoriali.
Le associazioni dei consumatori, come Assoutenti, sono già allertate e si prevede una valanga di ricorsi perché le multe emesse con dispositivi non conformi rischiano di essere dichiarate nulle, come stabilito dalla Corte di Cassazione nella sua ordinanza del 2024.
Ma la questione pregnante è: perché l’amministrazione territoriale installa dispositivi autovelox dove non necessario?
