Sul 25 aprile voglio dirvene quattro

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1) Sarebbe bello , come asserite , che tutti potessimo festeggiare il 25 Aprile come una festa autenticamente nazionale. Qui , da questa parte, non c’è nessuno così cretino da ritenere  che una dittatura sia meglio di una democrazia , nessuno dalla parte di quelli delle camere a gas e cazzate simili alla Barbero.

2) In realtà la ricorrenza autenticamente nazionale non lo è e mai lo sarà finché continuerà ad essere considerata non  la celebrazione di un rimarchevole e unificante fatto storico ma la perpetuazione di uno schema che si chiamerebbe fascismo Vs antifascismo ma che in realtà si legge Male Vs Bene. In altre parole qualsiasi malefatta, anche se compiuta da sinceri democratici,  diventa autenticamente ” fascista “. Per capirci , se perfino quelli dei Centri Sociali impediscono a qualcuno di parlare, tipo il Papa alla Sapienza,  diventano ipso facto fascisti per ” meriti” acquisiti sul campo.

3) Lo schemino , anche a ottant’ anni di distanza , continua a funzionare per discriminare chiunque non si sia omologato a questa dittatura culturale, a cominciare da noi ” fascisti” per definizione , per coinvolgere via via chiunque le fosse sgradito.

Fascisti a turno sono stati Cossiga, Berlusconi, Craxi e perfino Pannella.

4) Per coloro che ironizzano sul significato della parola ” sobrietà ” opportunamente utilizzata dal Ministro Musumeci, sarebbe banale far notare quel che accade di violento ( troppo comodo dare la colpa sempre alle “frange estremiste”) in qualsiasi tipo di manifestazione pubblica e  politica da meno di tre anni a questa parte, compresa Torino ieri sera dove fascisti sono diventati pure i Renziani e quelli di più Europa , (troppo poco antiebraici). Molto più appropriato è far notare che il concetto di sobrietà è il contrario dello stato di ebrezza. Per comprenderlo bisogna essere stati lucidi almeno qualche volta nella vita…

P.S. Chi vi scrive è classificabile e classificato da sempre come ” fascista” , peraltro mai pentito, nel senso che non ho mai chinato il capo di fronte a nessuna forca caudina ideologica, mai.

Quando gli è capitato di assumere un ruolo di pubblica responsabilità e di fare il Sindaco però,  non ha mai guardato a come la pensasse il suo interlocutore ma solo a ciò che proponeva e alle sue possibilità di realizzarlo, senza alcun pregiudizio mai.

Il livello di produzione culturale di Trani di quel periodo credo sia stato molto alto, indiscutibilmente. 

Provate a verificare quanto monocorde quasi sempre sia un amministratore di Sinistra, ovunque..

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