In una Società completamente industrializzata, dove tutto scorre rapidamente e la comunicazione si fa istantanea, dove
le relazioni interpersonali passano per i social media e si lavora in “smart working”, quando si pensa ad un prodotto
artigianale tutto immediatamente rallenta, portando il pensiero ad un prodotto di qualità, dove la cura dei dettagli e
l’attenzione dei particolari si fa spazio tra i prodotti industriali, tutti uguali e predefiniti.
L’idea dell’alta qualità e dell’indiscutibile eccellenza del prodotto handmade sono concetti assolutamente comuni, oltre
che profondamente radicati al giorno d’oggi.
E’ altrettanto vero, inoltre, che l’artigianalità fa tendenza in tutti i campi, dai prodotti alimentari sino a coinvolgere,
inaspettatamente, anche quelli più tecnologici dove il “tocco” artigianale contribuisce a rendere il prodotto “diverso”, e
quindi migliore.
Il valore aggiunto dell’artigianalità coinvolge anche le bevande alcoliche, avvicinando tali prodotti al Consumatore che
lo sceglie proprio in virtù della sua “specialità” e, soprattutto, nella convinzione di assaporare un gusto diverso, sempre
nuovo, come a voler trasformare il consumo del prodotto in una vera e propria esperienza sensoriale.
In questo scenario ben si colloca la Birra Garrabb, dove l’artigianalità parte dal processo produttivo, per passare alla
scelta degli ingredienti naturali, sino a coinvolgere il tipico aspetto della “bionda” artigianale.
La riconosciuta portata positiva di tutto ciò che investe l’artigianalità fa sì che anche l’aspetto della bottiglia ed il nome
stesso rimandino a tutto ciò che fu, come un dolce e nostalgico amarcord tutto italiano.
Non sfuggirà, infatti, il colore scuro della bottiglia e la forma allungata un po’ retrò, che strizza l’occhio ai prodotti
presenti sugli scaffali dei supermercati oltre un decennio fa.
Il marchio poi, GARRABB, è un esplicito rimando alle tradizioni, ai vernacoli e agli usi e tradizioni di un tempo.
L’espressione GARRABB, infatti, corrisponde ad un modo di dire proprio del dialetto molfettese, paese in provincia di
Bari, che rimanda ad un popolare gioco di carte a cui si sfidavano gli adulti, soprattutto in passato quando le relazioni
erano più fisiche rispetto ad oggi, che prevedeva, come una sorta di penalità, che i perdenti bevessero sorsi di birra.
Quasi come un profondo desiderio di tornare un po’ indietro nel tempo, la birra GARRABB “sfida” il consumatore a
riappropriarsi delle tradizioni di una volta.
E allora prova anche tu la birra naturalmente bionda
