Soppressione della postazione 2 del 118 a Cerignola

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Con la Deliberazione di Giunta regionale n. 1253 del 22 settembre 2026, avente ad oggetto “Accordo Integrativo Regionale del Servizio di Emergenza Sanitaria Territoriale 118. Recepimento verbale Delegazione Trattante Medicina Generale del 09/07/2026. Applicazione istituti economici e determinazioni in merito all’assetto organizzativo”, la Regione Puglia è intervenuta nuovamente sull’organizzazione del sistema territoriale dell’emergenza-urgenza 118.

 

Nell’ambito del nuovo assetto organizzativo è prevista la soppressione della seconda postazione 118 di Cerignola.

 

Una decisione gravissima, assunta senza che al Sindaco di Cerignola sia giunta alcuna preventiva comunicazione e senza alcuna interlocuzione con l’Amministrazione comunale su una scelta destinata ad incidere direttamente sulla tutela della salute e sulla sicurezza sanitaria della nostra comunità.

 

Non è accettabile che una riorganizzazione di tale portata possa essere effettuata guardando esclusivamente a parametri numerici e senza tenere conto delle peculiarità del territorio.

 

Cerignola è infatti il terzo Comune d’Italia per estensione territoriale, con una superficie di circa 594 chilometri quadrati. Un territorio enorme, caratterizzato da vaste aree rurali, borgate e grandi distanze da percorrere, attraversato da importanti arterie stradali e servito da due caselli autostradali.

 

A questo si aggiunge un dato che non può essere ignorato: nell’ultimo anno le due postazioni 118 di Cerignola hanno garantito complessivamente oltre 5.000 interventi.

 

Parliamo di migliaia di chiamate di emergenza alle quali è stato possibile dare una risposta grazie alla presenza contemporanea di due mezzi.

 

È quindi inevitabile chiedersi cosa accadrà quando l’unica ambulanza rimasta sarà già impegnata in un intervento, magari a decine di chilometri dal centro abitato.

 

Chi garantirà il secondo intervento? Da quale Comune dovrà arrivare il mezzo? E soprattutto: quanto tempo sarà necessario prima che i soccorsi raggiungano un cittadino colpito da un infarto, un ictus, coinvolto in un incidente stradale o comunque in una situazione nella quale pochi minuti possono fare la differenza tra la vita e la morte?

 

Sono domande alle quali la Regione Puglia e la ASL di Foggia hanno il dovere di dare risposte.

 

Una singola postazione difficilmente potrà sostenere lo stesso volume di attività garantito fino ad oggi da due equipaggi, senza determinare il rischio di un inevitabile allungamento dei tempi di intervento.

 

Qui non stiamo discutendo di numeri su un foglio Excel. Stiamo parlando di emergenza sanitaria e di vite umane.

 

Per queste ragioni ho immediatamente chiesto un incontro alla Direttrice generale dell’ASL di Foggia per comprendere le ragioni della scelta e rappresentare le evidenti criticità che questa comporterebbe per Cerignola.

 

Ad oggi non ho ricevuto neppure un riscontro alla richiesta di incontro.

 

Ritengo questo comportamento istituzionalmente incomprensibile. Il Sindaco di una città di quasi 60 mila abitanti, dinanzi ad una decisione che modifica in maniera così significativa l’organizzazione dell’emergenza sanitaria sul proprio territorio, ha non soltanto il diritto, ma il dovere di essere ascoltato.

 

Cerignola merita rispetto e soprattutto merita risposte.

 

Chiediamo pertanto alla Regione Puglia e alla ASL di Foggia di rivedere immediatamente la decisione relativa alla seconda postazione 118 di Cerignola, valutando non soltanto i parametri generali alla base della riorganizzazione, ma i dati effettivi degli interventi, l’estensione territoriale, le distanze, la viabilità e le caratteristiche specifiche della nostra città.

 

Non consentiremo che sulla salute dei cittadini di Cerignola si operino tagli senza un confronto con il territorio e senza una valutazione puntuale delle conseguenze.

 

Per questo, come amministrazione comunale parteciperemo al SIT-IN previsto questo pomeriggio, alle ore 17:00, all’ingresso dell’ex Ospedale “Tommaso Russo”. Il mio invito a partecipare si estende a tutta la comunità: è il momento di mostrare unità per un obiettivo più grande, che va oltre le divisioni.

 

Questa non è e non deve diventare una battaglia politica.

 

È una battaglia per la tutela della salute, per la sicurezza e per il diritto di ogni cittadino di Cerignola ad essere soccorso in tempi adeguati quando ne ha bisogno.

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