L’amministrazione comunale di Cerignola partecipa ad un sit in organizzato dai lavoratori davanti all’ingresso dell’ex ospedale per protestare contro la soppressione della seconda postazione 118 decisa nell’ambito dell’assetto organizzativo previsto con la deliberazione di giunta regionale del 22 settembre scorso.
“Una decisione gravissima – sostiene il sindaco di Cerignola, Francesco Bonito – assunta senza che sia giunta alcuna preventiva comunicazione e senza alcuna interlocuzione con l’Amministrazione comunale su una scelta destinata ad incidere direttamente sulla tutela della salute e sulla sicurezza sanitaria della nostra comunità.
Non è accettabile che una riorganizzazione di tale portata possa essere effettuata guardando esclusivamente a parametri numerici e senza tenere conto delle peculiarità del territorio”.
Cerignola – sottolinea il sindaco – è infatti il terzo comune d’Italia per estensione territoriale, con una superficie di circa 594 chilometri quadrati. Un territorio enorme, caratterizzato da vaste aree rurali, attraversato da importanti arterie stradali e servito da due caselli autostradali. Nell’ultimo anno le due postazioni 118 di Cerignola hanno garantito complessivamente oltre 5.000 interventi.
“Una singola postazione – aggiunge Bonito – difficilmente potrà sostenere lo stesso volume di attività garantito fino ad oggi da due equipaggi, senza determinare il rischio di un inevitabile allungamento dei tempi di intervento. Per queste ragioni ho immediatamente chiesto un incontro alla Direttrice generale dell’ASL di Foggia per comprendere le ragioni della scelta e rappresentare le evidenti criticità che questa comporterebbe per Cerignola. Ad oggi non ho ricevuto neppure un riscontro alla richiesta di incontro”. Bonito chiede “alla Regione Puglia e alla ASL di Foggia di rivedere immediatamente la decisione. È una battaglia per la tutela della salute, per la sicurezza e per il diritto di ogni cittadino”.
