Sotto l’ex Distretto Militare c’è una parte ancora tutta da esplorare. Nel corso del sopralluogo effettuato negli ambienti ipogei dell’ex Caserma Oddone, già convento di San Francesco, lo Speleo Team Montenero ha individuato due ampi locali, per oltre cento metri quadrati complessivi, nei quali sono emersi consistenti accumuli di materiale detritico e resti ossei riferibili a diverse centinaia di scheletri.
È un ritrovamento che apre un nuovo capitolo nella conoscenza di uno dei complessi storici più importanti della città, oggi interessato dal progetto di rigenerazione che prevede la realizzazione dello Studentato ADISU e del Museo Giordaniano. Gli ambienti sono stati sottoposti a una prima ricognizione dagli speleologi di San Marco in Lamis, con il supporto dell’archeologo Nicola Gasperi. Ora serviranno ulteriori approfondimenti per stabilire natura, provenienza e valore dei reperti.
Lo Speleo Team Montenero predisporrà un report tecnico che sarà acquisito dal Comune e trasmesso alla Soprintendenza, chiamata a svolgere le valutazioni di competenza e a indicare le successive modalità di intervento. Nel frattempo il Comune sta predisponendo un rilievo integrale degli ipogei attraverso la tecnologia laser scanner, finanziato con risorse proprie, per ricostruire con precisione geometria e caratteristiche degli ambienti e il loro rapporto con l’edificio sovrastante.
Un passaggio necessario anche per capire come il ritrovamento possa incidere sulla progettazione dei due interventi di rigenerazione, finanziati rispettivamente con 20 milioni di euro di fondi FSC per lo Studentato ADISU e con 7 milioni del CIS Capitanata per il Museo Giordaniano.
La scoperta assume inoltre un particolare rilievo alla luce della storia francescana del complesso. La sindaca Maria Aida Episcopo ha richiamato le fonti della tradizione relative al Beato Giacomo, auspicando che le nuove indagini possano fornire ulteriori elementi sulla sua presenza e, eventualmente, sulla sua sepoltura.
La ricerca, dunque, precede qualsiasi trasformazione. Nelle prossime settimane proseguiranno rilievi e verifiche, in coordinamento tra Comune, progettisti, speleologi, archeologi e Soprintendenza, per capire cosa custodiscano realmente quegli ambienti nascosti sotto l’ex Distretto Militare.
