San Severo: effettuato primo intervento cardiologico con impianto di pacemaker a stimolazione della branca sinistra

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San Severo, 25 giugno 2024 – Un importante traguardo è stato raggiunto presso il Presidio Ospedaliero “Masselli Mascia” di San Severo, dove è stato effettuato il primo intervento cardiologico con l’impianto di un pacemaker a stimolazione della branca sinistra. Questo innovativo intervento è stato eseguito dall’équipe di Cardiologia, guidata dal direttore Vito Sollazzo e dal cardiologo Salvatore Leccisotti.

A differenza della pratica tradizionale, che prevede il posizionamento del catetere del pacemaker sulla parete del ventricolo destro, la nuova tecnica prevede l’avvitamento del catetere direttamente nella branca sinistra del cuore. Questo metodo rispetta la fisiologica conduzione elettrica del cuore, riducendo drasticamente il rischio di scompenso cardiaco, un evento che può verificarsi fino al 40% dei casi con la metodica tradizionale.

L’ancoraggio del catetere nella branca sinistra offre numerosi benefici. Innanzitutto, permette di ridurre significativamente il rischio di scompenso cardiaco. Inoltre, questa tecnica non richiede un tempo procedurale maggiore rispetto all’approccio tradizionale, pur necessitando di una precisione tecnica elevata e una particolare competenza. “Questo metodo non allunga i tempi dell’intervento,” afferma Vito Sollazzo, “e offre enormi benefici per i pazienti, in particolare quelli con blocco atrioventricolare avanzato”.

Negli ultimi due anni, questa tecnica ha visto una notevole diffusione grazie ai progressi dei materiali utilizzati. Nei sei mesi precedenti l’intervento, sono stati registrati circa 2000 impianti in Italia, principalmente nei centri cardiologici di riferimento delle singole regioni. Il successo di questo primo intervento a San Severo rappresenta un passo significativo per l’Ospedale Masselli-Mascia, che è pronto a estendere l’uso di questa tecnica innovativa a una parte significativa degli impianti di pacemaker.

L’équipe prevede di utilizzare questa tecnica non solo per i pazienti con blocco atrioventricolare avanzato, ma anche per trattare pazienti con scompenso cardiaco e disturbi di conduzione. Questo approccio avanzato offre una soluzione più fisiologica e meno rischiosa per i pazienti con disturbi della conduzione cardiaca, migliorando significativamente la loro qualità di vita e riducendo le ospedalizzazioni per scompenso cardiaco.

L’innovazione rappresentata da questo intervento segna un importante passo avanti nella cardiologia interventistica, promettendo di migliorare la prognosi e la qualità della vita di molti pazienti.

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