Guerre economiche

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È notizia di questi giorni che l’escalation bellica in Ucraina è dilagata nella concessione dei governi, che forniscono le armi occidentali all’Ucraina, ad impiegarle non più soltanto per la ‘difesa’ sul proprio territorio, ma anche per l’attacco sul suolo russo.

Quando due fronti bellici si attaccano reciprocamente, mica scherzano. Stanno facendo la guerra!

Il fronte occidentale è foraggiato da armi italiane e da quelle di altre nazioni europee e statunitensi che abbracciano una buona parte del globo terracqueo, per cui questa guerra è diventata internazionale. Non si vuole chiamarla mondiale per una sorta di scaramanzia, ma una mera nomenclatura ordinale la numererebbe implacabilmente come “Terza guerra mondiale”.

Qui, per “buona parte del globo terracqueo” s’intende un’accezione quantitativa e non certo quella benevola, non essendoci alcuna bontà in ciò che vi si sta facendo!

È una semplice esplorazione dialettica in una logica geopolitica. Non un’analisi militare.

Vediamo nelle immagini dei TG, filtrate dalla sequela delle Fake news trasmesse recentemente attraverso scene di videogames, che il territorio ucraino è già devastato strutturalmente e socialmente.

Sembra che le elite mondiali vogliano alimentare un malato agonizzante con delle trasfusioni di missili e di bombe, affinché resti vivo per continuare a subire il martellamento russo che sta martoriando la popolazione. Per quanto tempo ancora si vuole infierire su di lui? Cui prodest?

A chi fa gioco questo accanimento terapeutico delle milizie ucraine, mantenute in coma farmacologico dagli apparati bellici statunitensi e dai finanziamenti europei, spesi per l’acquisto di quegli armamenti?

In quel ‘corpo malato’, però, c’è un organismo sensibile e senziente, che è ben cosciente di prendere le mazzate, quale è la popolazione civile.

Noi spettatori siamo sbigottiti e inermi nell’assistere allo svilimento di una terra svenduta agli interessi commerciali degli armigeri e alla sete di potere di burattinai bellicosi.

Nella suddetta metafora sanitaria, quale ospedale si accanirebbe su un cadavere preannunciato per sperimentare farmaci e acquistare dispositivi medici alimentando, così, interessi surrettizi su un paziente condannato a un’esistenza tanto martoriata?

Quello che non si dice (e forse è tra gli obiettivi non dichiarati di chi promuove la guerra) è che questo evento stia agevolando un enorme trasferimento di capitali tra le nazioni, in diversi continenti. Quale miglior pretesto di un conflitto internazionale si potrebbe intentare per sostenerlo?

Quale altra partita commerciale, con un carico così ingente di soldi spesi e di deroghe alla civiltà, lo consentirebbe in un tempo così concentrato?

L’Europa vende, ma soprattutto compra armi da mandare sul suolo infuocato. Gli USA ne smerciano a bizzeffe. Per merito di questo ingente flusso monetario tra continenti, in quali altre casse stanno finendo consistenti rivoli di queste ricchezze?

I segreti militari non consentono alcuna indagine trasparente. Tutti accolgono la versione ufficiale di comodo che indica Putin come il cattivo e le risposte languono.

Sorge spontanea anche una domanda: perché tutte le guerre Sante degli Stati Uniti non si fanno mai in terra americana? Si svolgono sempre altrove. Possibile che loro siano migliori di tutti gli altri? Quale posizione di forza, prettamente economica, consente a loro di scongiurare, nei loro confini, le crisi vietnamite, siriane, irachene, afghane, palestinesi e ucraine che esportano nelle case degli altri?

Esistono Stati sacrificabili, su questa Terra, che non appartengono a nessun ‘venerabile’?

Juliane Assange sosteneva la tesi che i potentati USA non sarebbero l’anello iniziale della catena, ma che i mandanti sarebbero altri ancora.

Quelli a noi visibili sarebbero soltanto dei sicari di uno o più mandanti, spesso connazionali della vittima designata come avvenne nella seconda guerra mondiale.

Accade in ogni partita truccata che i falsi contendenti se la intendano ai danni di terzi dabbene, i quali assistono al ‘gioco delle tre carte’, credendo che sia genuino, per cadere nella truffa riservata al termine della farsa iniziale.

Il gioco si è fatto parecchio tragico, però, e il castello di menzogne, crollando, rischia di travolgere intere nazioni e diverse etnie.

Le responsabilità non sono dei popoli. I nemici non sono le Nazioni ma chi le smembra giocando in borsa sulla vita della gente, muovendo i pezzi finanziari della partita.

Israeliani, palestinesi, russi, ucraini sono tutti nostri fratelli. Non così i gerarchi occulti che ordiscono le macchinazioni.

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