Confesercenti Puglia, rallentamento prezzi e misure di sostegno spingono i consumi e Pil. la crescita resta modesta

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Nel primo trimestre del 2024, il rallentamento dell’inflazione, il taglio del cuneo e l’avvio della riforma fiscale hanno spinto sulla crescita della spesa delle famiglie, la voce che ha fornito il principale contribuito all’aumento del Pil. Si tratta però di un avanzamento modesto che non permette di recuperare pienamente la contrazione registrata nell’ultimo trimestre del 2023.

La possibilità, comunque, che i consumi restino stabili nel 2024 e non in crescita come atteso desta ovvie preoccupazioni, alla luce di un quadro internazionale sempre più incerto e che rimanda alla necessità di affidare alla domanda interna e alla spesa delle famiglie un ruolo centrale nella crescita dell’economia. Uno scenario confermato anche dal dato sull’inflazione la cui riduzione – nonostante la tendenza al rientro sia confermata – segna uno stop, speriamo momentaneo, causato ancora dagli energetici che rallentano la loro discesa. Come abbiamo già sottolineato, questi ultimi vanno continuamente monitorati in virtù del loro impatto sui bilanci familiari.

Un ulteriore aiuto potrebbe arrivare dal turismo: in Puglia e nel Mezzogiorno si stima una crescita del settore pari al 2% con un aumento dei turisti italiani (+1%) ma soprattutto di quelli stranieri (+4%): tedeschi, francesi, olandesi ma anche britannici e americani.

Per Benny Campobasso, presidente Confesercenti Puglia, occorre dunque fare di più: dalla riduzione dei prezzi ai rinnovi contrattuali è arrivato un importante contributo ma senza una riduzione dei tassi d’interesse da parte della BCE ed una soluzione al caos dei crediti fiscali, si rischia un rapido deterioramento del quadro.

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