«Rabbunì, che io veda di nuovo!», il caffè spirituale di mons. Savino

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CAFFÈ SPIRITUALE                            

  GIOVEDÌ 30 MAGGIO 2024         

GIOVEDÌ DELLA VIII SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI) 

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«Il Signore è il mio sostegno,

mi ha portato al largo,

mi ha liberato perché mi vuol bene». (Cf. Sal 17,19-20)

? Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

VANGELO

Rabbunì, che io veda di nuovo!?? Dal Vangelo secondo Marco (Mc 10,46-52).

In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!».?Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».?Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù.?Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.

Parola del Signore.

MEDITAZIONE 

Santa Caterina da Siena [(1347-1380)?terziaria domenicana, dottore della Chiesa, compatrona d’Europa],?Lettera 97 al Priore di Cervaia

Leviamoci e mettiamo le nostre infermità davanti al nostro Medico!

Sembra che l’ineffabile carità di Dio ha provveduto alla fragilità e alla miseria dell’uomo; poiché, siccome l’uomo era sempre pronto e incline a offendere il creatore, Dio, per salvarlo, gli ha procurato un rimedio contro la sua infermità. Il rimedio contro le nostre infermità non è altro che il fuoco dell’amore e questo amore non si spegne mai per noi. L’anima lo riceve come rimedio quando ella guarda in se stessa il gonfalone della Croce, che vi è piantata; poiché noi fummo la pietra dove fu fissata e che tenne questa Croce, perché né chiodi né legno erano sufficienti a tenere il dolce Agnello senza macchia, se l’amore non l’avesse sorretto. Quando l’anima guarda questo dolce e caro rimedio non deve cadere nella negligenza, ma deve levarsi con amore e desiderio e tendere le mani con odio verso se stessa, come fa il malato che odia la sua infermità e ama il rimedio che gli dà il medico. (…) 

Leviamoci col fuoco di un ardente amore, con odio e umiltà profonda che ci darà la conoscenza del nostro nulla, e mettiamo le nostre infermità davanti al nostro medico, Cristo Gesù. Stenda la mano per ricevere la medicina amara che ci è data. Sì, la medicina che l’uomo riceve è molto spesso amara. Sono le tenebre, le tentazioni, il turbamento dello spirito o altre tribolazioni che vengono da fuori; esse ci appaiono dapprima molto amare, ma se facciamo come il saggio malato esse saranno poi per noi di grande dolcezza, considerata la tenerezza del dolce Gesù che ce le dona e vedendo che non lo fa per cattiveria ma per amore, poiché non può volere che la nostra santificazione.

NOTRE PÈRE…

ORAZIONE

Concedi, o Signore, che il corso degli eventi nel mondo

si svolga secondo la tua volontà di pace

e la Chiesa si dedichi con gioiosa fiducia al tuo servizio.

Per il nostro Signore Gesù Cristo.

? Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Amen.

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«Io sono la luce del mondo, dice il Signore:

chi segue me avrà la luce della vita». (Gv 8,12)

In Cristo Gesù, Figlio di Dio, vero Dio e vero Uomo, nostra Speranza, Via, Verità e Vita, il Risorto per la nostra salvezza, sia benedetta questa giornata.+ don Francesco

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