San Severo, la città che festeggia Maria Santissima del Soccorso

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Un’esperienza a dir poco singolare, irripetibile nel contesto poiché caratterizzata ogni qualvolta da peculiarità che la rendono dissimile in riferimento ad altre ricorrenze, quella vissuta dal popolo di San Severo durante i festeggiamenti della santa patrona. Come per una sposa nell’attesa del fatidico giorno, preparativi fervono in qualsivoglia casa settimane prima di tale giubilo. Residenti fuori sede euforici per il viaggio che li catapulterà in atmosfere che sin da piccoli hanno riempito il sorriso e gli occhi di festose lacrime. Simultaneamente mamme come fosse l’ultimo giorno di qualunque cosa, prepareranno manicaretti tipici per rendere il lieto evento ancor più ragguardevole, essendo i sapori parte di questa gioiosa circostanza.

Decorazioni ornano balconi e strade in un tripudio di colori persino di notte, quando luccicando di lontano come aurora boreale paiono scendere talvolta a cascata, nel mentre palloncini smarriti vagano in cielo specchiando chiarore lunare. Odori variegati tipici degli arrosti seppur del caramello aleggiano al tramonto, non che prima fossero assenti tanto che di questi si può dir in maggiore misura piatti della tradizione per l’occasione. Al ritiro a sera finanche di giorno, bambini tirando giacche di mamme affaccendate chiedan gelati o leccornie vari, tributo più che giusto visto il contesto. Scorrono liete le ore tanto da incontrare vecchi amici e paragonare questi al repentino fluire del tempo, esclamazione tipica della festa, in cui non è difficile origliare frasi da rimpatriata. Vi è poi la cosiddetta malinconia da ricordo legata alle foto che adornano le camere da pranzo, meta di visite nelle dimore dei congiunti per un fugace intermezzo durante l’iter processionale. Non è mai abbastanza il periodo trascorso, svolgere questa festività assolvendo determinate consuetudini  pare dimezzare questa unità di misura quasi magicamente, il mattino e la sera non tardano mai troppo nell’avvicendarsi. Mattina con ricordi di ragazzi oggi adulti, che un tempo intrattenevano la folla giocando allegramente, a seguito della prodigiosa corsa adiacente la batteria magliette si agitavano simil bandiere come ad aver conquistato posizione in una gara sportiva amichevole. Sera con balconi pieni di gente che salutano i passanti, tra voci straniere che plaudono alla bellezza della Madonna sempre attuale, un’elegante protagonista ammirata e apprezzata da tutti per la sua signorile presenza. Ineguali i richiami provenienti dalle giostre e le bancarelle verso le case di ognuno, come dire è festa unitevi a noi. Caratteristico perciò osservare abilissimi venditori parlare dei loro prodotti, con fila di gente ammaliata dalle tante prospettive offerte poiché qualsiasi cosa sia servirà per l’estate; si nota tuttavia un mendicante tra la folla, vuole considerazione e qualche spicciolo per tirare a campare. Non chiede tanto ha le mani sporche perché vive di stenti, ed ecco il significato di questa ricorrenza ossia amare la città sotto ogni aspetto, non lasciare indietro nessuno, divenire tassello di una comunità in festa attuando tal proposito nel vivere quotidiano. Siamo tutti figli della Madonna, lei non pone distinzioni è una mamma che abbraccia indistintamente tutta la sua famiglia.

Vincenzo Naturale

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