La Fisica dell’Amore, con Vincenzo Schettini – 1 Puntata

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Abbiamo visto la prima puntata della “Fisica dell’Amore”, condotta da un vero professore di Fisica: Vincenzo Schettini. E’ un normalissimo docente della scuola pubblica superiore, solo con ‘un capello’ un po’ inconsueto per le aule scolastiche. E questo può essere un bene se riesce ad attrarre, come fa, una folta platea di ragazzi interessati alle sue lezioni, dopo il guizzo per l’originalità.

È strabiliante che riscuota quel tributo fuori dall’impegno canonico a scuola.

Il prodigio consiste nel fatto che venga scelto dagli studenti in contrapposizione all’approccio routinario che  porta molti di loro a frequentare la scuola per obbligo o per abitudine. Restano incollati davanti alla TV e lo cercano anche sui Social dai quali è partito il fenomeno mediatico! Assisteremo a breve all’impennata delle iscrizioni a quell’Università.

 Il Prof. diffonde la sua disciplina scientifica nel senso olistico del termine.

Significa che non si limita a enunciare il mero principio fisico e a trarne le conclusioni teoriche, come farebbero i migliori professori nelle scuole tradizionali, ma accompagna la spiegazione agli antefatti che ne giustificano lo studio: PERCHE’ m’interessa osservare e capire un fenomeno?

Quindi, passa a descrivere l’ambiente ospite dell’esperimento collocandolo nella vita quotidiana.

La vera rivoluzione di questo approccio, squisitamente scientifico ma anche accattivante nella scenografia, consiste nell’esaminare da tutti i punti di vista la manifestazione poliedrica dell’argomento trattato.

Lui ‘acchiappa’ anche quelli non più giovanissimi e pure coloro che non hanno ancora l’età per coglierne tutte le sfumature, ma che iniziano ad accostarsi alla materia.

È il caso di bambini di dieci anni che già si appassionano ai suoi esperimenti e che un giorno, quando avranno le competenze e la maturità cognitiva per approfondire quel seme di curiosità che il prof. Vincenzo gli ha instillato, se ne ricorderanno e affronteranno la prima lezione di Fisica a scuola o all’Università con gli occhi e le orecchie bene aperti e con la mente più propensa a recepirne l’insegnamento di quando si insegnava arrivando in aula, senza salutare, riempiendo una lavagna di formule che veniva richiesto di copiare sul quaderno.

Il metodo didattico non è soltanto più moderno: è innovativo, rivoluzionario perché non parte dalla volontà del docente ma dall’interesse del discente, che chiede di colmare quel bisogno di conoscenza.

La trasmissione TV, a giudicare dalla prima puntata del 16 aprile 2024 sul tema dell’Equilibrio, è risultata ben strutturata nei ritmi e nella formula comunicativa. La conduzione di Schettini è semplicemente travolgente come la sua inclusività e il piglio del ciuffo della capigliatura, giovane nel taglio e vissuta nel colore canuto.

Il conduttore è decisamente eclettico e capace di far sentire l’interlocutore a proprio agio, che sia televisivo o che rivesta il ruolo dello studente in presenza.

Questo mi riferivano i miei allievi quando insegnavo la mia materia curriculare condividendo le classi con il professore di Fisica Vincenzo Schettini, negli anni in cui eravamo colleghi.

L’esperimento fa da sfondo alla lezione telematica, secondo il significato rigoroso: osservare il problema, capirlo e risolverlo.

È attraente il modo di presentare il caso usando delle forme familiari: un metro di legno, un coltello da cucina, una semplice base d’appoggio. Cose che tutti hanno in casa.

È apparentemente elementare la base d’appoggio che, alla fine del ‘film’, si scoprirà essere il supporto delle nostre credenze, un elemento della nostra vita a cui il prof. saprà dare un significato metaforico applicato alla quotidianità.

Il valore aggiunto di questo tipo di insegnamento e della diffusione didattica televisiva consiste non soltanto nel fare apprezzare la disciplina presentandola in forma dialogica e non cattedratica, ma anche attribuendo alla Fisica, che si presta particolarmente a questo scopo, il suo significato simbolico anche in termini sociali e filosofici.

Questa è l’epistemologia: lo studio del senso valoriale della scienza, ovvero capire il perché conviene saperne di più su un argomento e voler conoscere ciò che lo precede e che lo segue.

Nel senso più generale, sviluppare gnoseologia.

I seguaci sul web, gli alunni, gli spettatori e i bambini che lo guardano non si rendono conto che stanno osservando ‘la mela che cade’ con gli occhi incuriositi di Newton e che, se manterranno quella passione, potranno diventare degli scienziati senza nemmeno accorgersi dei progressi che faranno naturalmente.

Ecco cosa accade nelle sessioni di approfondimento di Schettini: si scorge e si esamina criticamente la Natura. La Fisica ne studia le dinamiche e ne formalizza le strutture matematiche.

Complicato? Dipende da come si affronta e da chi la spiega.

La morfologia del ‘Format TV’ è improntata all’applicazione di diverse forme espressive, tutte convergenti sull’obiettivo educativo che sfuma verso le similitudini della Fisica con i sentimenti.

La ‘Fisica che ci piace’ di Schettini è un mezzo comunicativo, un veicolo dei temi affrontati, ma il fine della lezione sono le Emozioni declinate attraverso la musica, il teatro e la scienza. Fateci caso quando ne seguirete una di quelle programmate su RaiDue il Martedì e il Mercoledì in seconda serata, verso le 23.00.

Il Prof. mostra la sua materia come la cosa più semplice del mondo: è lì, davanti a noi e, poco a poco, la spoglia del rivestimento invisibile che la occulta, staccando un ‘petalo’ alla volta dalla margherita, lasciando all’ultimo elemento l’emozione della rivelazione.

“M’ama”, rivela quell’ultimo petalo! Ecco la Fisica dell’Amore che si porge ad una platea ampia con la generosità di un Mentore, novello Hermes. Non un precettore pedante ma un Orientatore scientifico che guida alla scoperta, inducendo all’apprendimento con la curiosità e la simpatia.

In conclusione vi rivelo un segreto, che appresi negli anni in cui coltivai l’arte dell’insegnamento nella stessa scuola con Vincenzo: scoprii che è anche il Direttore di un’orchestra Gospel pluripremiata, il Wanted Chorus. Non è un caso che lui abbia scelto di cantare l’anima della Musica nel suo significato spirituale più profondo. È un artista capace di scavare il significato degli elementi fisici e quello delle emozioni musicali.

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