Sanità: medici Puglia, “pronto soccorso nel caos, verso forte mobilitazione”

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«I pronto soccorso sono alla canna del gas e sono diventati l’imbuto in cui si concentrano le insufficienze dell’intero sistema sanitario, territoriale e ospedaliero, e si scontano le inaccettabili lunghezze delle liste di attesa. Sono l’unico grande ammortizzatore su cui si scarica di tutto e di più, stravolgendone la sua vera funzione che è quella di dare risposta alle urgenze-emergenze. Le risorse che potrebbero essere investite per assumere personale, potenziare i servizi, invece rimangono inutilizzate dalla Regione». E’ la denuncia di Raffaele Gaudio, responsabile nazionale pronto soccorso Federazione italiana sindacale dei medici uniti (Fismu) e della segreteria aziendale Fvm-Fismu di Lecce, che chiede alla società civile e alla politica un impegno per ‘cambiare rotta’, annunciando una forte mobilitazione dei medici.

“Serve cambiare rotta – sottolinea – ma rapidamente: parliamo della sopravvivenza dei pronto soccorso dell’Asl di Lecce e degli altri pronto soccorso aziendali pugliesi. Le autorità regionali, pur disponendo di un Fondo di circa 20 milioni di euro, traccheggiano e puntano sempre a fare ‘cassa’, tagliando proprio il capitolato di spesa da destinare alle assunzioni del personale medico dei pronto soccorso e di altre unità operative”.

“La tempesta perfetta – spiega Gaudio – i medici giovani (e meno giovani) sono giustamente refrattari a scegliere queste strutture come sbocco professionale: compensi inadeguati e orari inaccettabili, due fattori ai quali si aggiungono le continue aggressioni dei cittadini violenti o esasperati per le lunghe attese. Vediamo colleghi, e anche gli stessi responsabili, costretti a coprire una marea di turni per dare garanzia minime di continuità del servizio e di presa in carico dei cittadini. Nessun medico si può ormai ammalare, può fruire di ferie”.

Per questo “serve cambiare, si tratta di scegliere, di destinare risorse, seppur modeste rispetto ai bilanci regionali ed aziendali, per immettere nel sistema dell’emergenza-urgenza i pochissimi medici ancora disponibili da graduatorie concorsuali, come quella ultima del concorso bandito dopo circa un anno dall’Asl di Lecce. L’obiettivo minimo è poter scorrere graduatorie già esangui, per ottenere in tutto 7-8 medici da distribuire sui 5 pronto soccorso aziendali”.

Un numero “che, sia chiaro, andrebbero solo a coprire i buchi di organico, di chi è in via di pensionamento, di chi si ammala, senza comunque neanche lontanamente adeguare i numeri alle piante organiche necessarie per un fabbisogno stimato in 29 medici per l’Asl di Lecce. Ad oggi, invece, si prevede solo 1 medico destinato al pronto soccorso di Scorrano. Cara Regione Puglia e assessorato alla Sanità – conclude Gaudio – questa è una pessima idea: risparmiare un tozzo di pane a scapito di cittadini e medici. Noi siamo per la difesa del servizio pubblico, ma così la tempesta perfetta sta già montando”.

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