Puglia: gruppo M5s Regione, nessuna parola da Meloni su voto di scambio a Palermo

40 Visite

«Non accettiamo lezioni di legalità da chi ha come leader la premier Meloni non ha detto una parola sullo scambio di voto politico mafioso avvenuto a Palermo riguardante un esponente di FdI. Una presidente del Consiglio che non è neanche capace di far dimettere Santanchè dopo la palese gravità dell’inchiesta che la riguarda. Invece di attaccare chi difende la legalità con azioni concrete, consigliamo agli esponenti regionali di FdI e FI di guardare in casa propria, così forse potranno capire la differenza tra chi come noi agisce per il bene dei cittadini, e chi si limita solo alla sterile polemica». Lo dichiarano i consiglieri del Movimento 5 Stelle alla Regione Puglia, Marco Galante. Rosa Barone, Cristian Casili e Grazia Di Bari.

«Abbiamo lasciato il perimetro della maggioranza e rimesso le deleghe – aggiungono – ma questo non vuol dire rinnegare il lavoro fatto finora. Lo ha detto il presidente Conte e lo ribadiamo: vogliamo dare un contributo costruttivo e continuare con ancora più impegno a portare avanti i nostri obiettivi per i pugliesi. Reddito di dignità accompagnato per la prima volta in Italia dalla dote educativa, il bando per le imprese sociali, il rafforzamento delle misure per il contrasto alla violenza sulle donne, la partenza degli avvisi per il contrasto al bullismo e cyberbullismo, sono solo alcuni dei risultati raggiunti. Continueremo a lavorare – proseguono i consiglieri pentastellati – per l’istituzione dell’infermiere di famiglia, il contrasto al consumo di suolo, la valorizzazione del nostro patrimonio artistico, per garantire i fondi necessari per il comparto della cultura.

In questo momento la necessità primaria è garantire la legalità e la buona amministrazione, come scritto nel protocollo presentato al presidente Emiliano in cui si prevede il rafforzamento dei presidi di legalità, trasparenza e correttezza amministrativa. Le ridicole accuse degli esponenti di centrodestra – sottolineano – non solo lasciano il tempo che trovano ma dimostrano la scarsa attenzione rispetto a quanto affermato in conferenza stampa e a quanto scritto nel protocollo, che per trasparenza abbiamo diffuso alla stampa. A differenza loro, il Movimento 5 Stelle non ha alcun problema a parlare di legalità, e a tradurre i suoi principi in fatti. Lo abbiamo dimostrato anche oggi, dando un segnale forte, concreto, che a quanto pare è difficile da recepire per chi ha qualche problema a parlare di legalità. Invece di esporsi come abbiamo fatto noi, e dimostrare che la politica nel nostro Paese può essere davvero capace di agire per il bene delle istituzioni – concludono i quattro consiglieri Cinquestelle – preferiscono attaccare il presidente Conte per mancanza di argomenti e di idee».

News dal Network

Promo