Centro regionale malattie neuromuscolari. Amati: “Fermi al palo. Servono 60milioni ma non ci sono”

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«Sul Centro regionale di malattie neuromuscolari siamo fermi al palo. Oggi avremmo dovuto sapere il cronoprogramma, ossia i tempi previsti per l’avvio dell’attività presso il padiglione Chini del Policlinico di Bari, dopo la necessaria ristrutturazione. E invece abbiamo solo avuto la conferma della spesa stimata, circa 60milioni, senza sapere però da dove prenderli, se non un generico riferimento al solito jolly: Fondo di sviluppo e coesione-Fsc, rifugio parolaio di tutte le esigenze, senza sapere nulla di più chiaro. Eppure un’altra soluzione, avversata dai burocrati sanitari, prevedeva una spesa di 15milioni, compresi arredi e attrezzature, l’equivalente di quanto spendiamo per finanziare ogni anno gli sprechi dei Consorzi di bonifica. 

E naturalmente la soluzione di 60milioni individuata è priva della piscina, nonostante la prestazione dell’idrochinesiterapia è prevista dai nuovi Lea e indispensabile per le malattie neuromuscolari. 

Ma siccome non ci arrendiamo dinanzi a nulla, perché la materia è troppo rilevante, lunedì prossimo andremo a vedere la situazione del FSC con il dirigente competente».

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione, Fabiano Amati. 

«Il progetto di massima ha un costo stimato di 60milioni, di cui 40 milioni per ristrutturare e attrezzare il padiglione Chini e 20 milioni per riallocare in altri padiglioni i reparti esistenti. In altre parole, una grandissima operazione immobiliare, su cui allo stato non è dato sapere la provenienza di questo ingente finanziamento, se non un vago riferimento al Fondo di sviluppo e coesione,  né tantomeno il cronoprogramma, attestato a 3,5 anni dopo il reperimento concreto della fonte di finanziamento.

E alla fine, qui c’è addirittura un paradosso, avremo il Centro regionale di malattie neuromuscolari (quando sarà), non si sa quando e spendendo 60 milioni, senza avere nemmeno la piscina, quale elemento qualificante di una struttura del genere. 

Vorrei sottolineare, infine, che la proposta di realizzare il Centro presso il nuovo ospedale Monopoli-Fasano, scartata dalla Giunta su suggerimento dei burocrati, sarebbe costata 10milioni di euro per l’immobile, peraltro nuovo, e altri 5-10milioni di euro – a voler strafare – per gli arredi e attrezzature; 15 milioni di euro è una cifra di gran lunga inferiore e più fattibile rispetto ai 60milioni di euro previsti per il padiglione Chini. 

Nelle prossime settimane sentiremo sul progetto anche le associazioni dei malati e i responsabili scientifici dei Centri NeMo». (foto GdM)

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