La finanza al capolinea

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 Nel 2009 il sistema delle multinazionali e l’intera finanza mondiale sono stati sul punto di implodere. Ci siamo tutti preoccupati ma a distanza di pochi lustri dobbiamo dire che quella poteva essere una buona occasione per ridisegnare in modo più democratico ed equo la mappa del potere mondiale. Hanno poi costretto o indotto le banche centrali ad acquistare i titoli tossici che nessuno voleva dando così loro un valore che il mercato spontaneamente non gli assegnava. Cioè hanno falsificato le quotazioni finanziarie creando nuova moneta. Hanno dovuto poi allargare a tutti i titoli tale intervento per consolidare il sistema finanziario mondiale. Oggi abbiamo un sistema di valori e quotazioni fortemente influenzato dalle autorità monetarie e quindi non sappiamo se reggerà e come crollerà semplicemente perché è falso; non è “di mercato” . 

Questo significa che il nemico dei mammasantissima della finanza e della politica mondiale che è una specie di dittatura del XXI secolo, sono proprio i mercati e più precisamente gli operatori liberi. Dittatura contro Liberta come sempre è stato. Tra questi operatori liberi vi sono gli esponenti dell’economia reale come i produttori di materie prime che sono piccoli e grandi e taluni grandissimi i quali ultimi sono forti di immense risorse liquide e dunque particolarmente refrattari ai fenomeni finanziari. Quindi per mettersi al riparo da rischi -e quindi per sopravvivere- la finanza mondiale deve mettere in condizione di non nuocere i maggiori player dell’economia reale come Gasprom o i petrolieri arabi. E si deve farlo prima che questi generino una loro finanza evoluta e credibile come quella occidentale. Così scoppiano le guerre favorite da comportamenti inamicali alle frontiere dei rispettivi imperi.  

Certo, una bella crisi come quella del 2009 toglierebbe le castagne dal fuoco a tutti ma sappiamo che le banche centrali controllate ed ispirate dalle politiche del “troppo grandi per fallire” interverrebbero e posticiperebbero il momento della rottura.  

Quindi solo una bella guerra di droni contro missili “intelligenti”, intelligenze artificiali contro satelliti, hacker contro banche dati delle agenzie fiscali, aerei velocissimi contro portaerei dell’ultima generazione …. che verrebbe persa dall’Occidente potrebbe far crollare il sistema finanziario anche se quest’ultimo e i suoi avversari non esiterebbero un attimo ad utilizzare le atomiche per salvarsi. Ed è possibile che la campagna vaccinale non sia stata estranea alla preparazione di uno scenario del genere come non lo è la transizione ecologica con annesse energie verdi.  

L’abolizione del contante è il coronamento di queste politiche di controllo capillare delle operazioni monetarie e finanziarie ed è una condizione necessaria per tenere tutto sotto stretto controllo in caso di guerra.  

Con significativa tempestività nei giorni scorsi qualcuno si è lasciato sfuggire che serve preparare la popolazione ad una guerra più ampia. Dopo le elezioni americane questo scenario potrebbe divenire una realtà. 

Nel frattempo anche il consenso elettorale influenzato dalla disinformazione sistemica è stato falsificato e si è tolta a gran parte della popolazione ogni rappresentanza democratica originando le proteste spontanee come quella degli agricoltori. Si va cioè alla politica del “fai da te” che va direttamente alle guerre civili.  

Scenario da matti contro cui serve fare di tutto per evitarlo ma per il momento siamo prigionieri di una classe dirigente occidentale ostaggio di non si sa chi.  

È proprio necessario che dobbiamo sperare in una guerra catastrofica per liberarci dai condizionamenti delle imprese sovranazionali? È mai possibile che solo così forse gli stati torneranno ad essere liberi e non condizionati dagli interessi privati? 

CANIO TRIONE

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