Una perla di saggezza non fa mai male…di questi tempi poi!

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Mi arriva sulla mia chat il testo che segue. Lo leggo e rileggo, lo trovo melodrammatico ma utile, cerco tracce nel mio dna spirituale per un confronto ma non ne trovo, trovo invece una sorta di identificazione morale: “ l’amore è tormento” ma  si può anche innamorarsi senza farsi del male…  poi ci ragiono sopra. Fatelo, provateci.  

“””Quando l’anima, la psiche entra in uno dei tanti cortocircuiti del malessere, qualsiasi esso sia, spesso la paura e l’evitamento emergono, nel nefasto tentativo di proteggere il soggetto dalle sue turbe. Paura e evitamento sono, infatti, nella gran parte dei casi, strettamente connesse al sintomo, qualsiasi sia il sintomo. Ma, al di là delle condizioni più radicali, anche nella più serena delle situazioni, ovunque si metta in scena un evitamento per non affrontare qualsivoglia cosa che ci mette paura, di fatto stiamo negando l’opportunità di crescere e imparare. Ad esempio, non è raro incontrare persone che, per paura del fallimento, del rifiuto e del dolore che questo può indurre, rinuncino ad esperienze che potrebbero arricchire le loro vite.

L’amore, in questo senso, è uno dei più diffusi: evitiamo il possibile incontro con l’amore per paura di non essere corrisposti e sperando che, così facendo, evitando la paura, la paura se ne vada. Quel che invece succede è che, più evitiamo ciò che temiamo, più la paura aumenta. Così, anche il più piccolo timore può trasformarsi in un mostro che domina i nostri pensieri e le nostre azioni. Certo, affrontare le nostre paure non è facile. Richiede coraggio, accettare la vulnerabilità e anche una certa costanza, tuttavia è solo attraverso questo processo che possiamo veramente crescere come individui. Una strategia utile per affrontare le paure è la pratica del “rischio calcolato”. Questo significa prendere consapevolmente dei rischi esponendoci gradualmente alle nostre paure.

Si può fare.

Se hai qualche paura da affrontare, puoi provare con questo piccolo esercizio. Scrivi anzitutto la situazione che temi e che eviti in modo chiaro e dettagliato e, successivamente, scomponila in piccoli passaggi, azioni o comportamenti specifici che, nel loro insieme, definiscono la tua paura -il mio consiglio è che non siano meno di dieci. Tra i punti che hai trovato, identifica il passo più piccolo e meno minaccioso che puoi intraprendere ed impegnati ad affrontarlo consapevolmente almeno una volta al giorno e (fondamentale) senza giudicarti se non riesci. Concentrati sul compiere l’azione piuttosto che sul risultato.

Quindi, ogni volta che compi anche il più piccolo passo, che sia stato un successo o meno, prenditi un momento per riflettere su come ti sei sentito e annota qualsiasi cambiamento nelle tue sensazioni, pensieri o comportamenti. Mantieni una traccia dei tuoi progressi e prosegui passo dopo passo celebrando ogni successo, anche se piccolo e ricorda, come scrive il saggio Lao Tse: “Ogni viaggio, pur lungo che sia, inizia sempre con un piccolo passo.”””

Sembra un viaggio invece è la fermata ad una stazione vuota e buia (malessere) poi passa il treno successivo e ci sali sopra (atto d’amore verso se stessi). Nuova fermata nuovi orizzonti.

Forse.

Franco Marella

Mi arriva sulla mia chat il testo che segue. Lo leggo e rileggo, lo trovo melodrammatico ma utile, cerco tracce nel mio dna spirituale per un confronto ma non ne trovo, trovo invece una sorta di identificazione morale: “ l’amore è tormento” ma  si può anche innamorarsi senza farsi del male…  poi ci ragiono sopra. Fatelo, provateci.  

“””Quando l’anima, la psiche entra in uno dei tanti cortocircuiti del malessere, qualsiasi esso sia, spesso la paura e l’evitamento emergono, nel nefasto tentativo di proteggere il soggetto dalle sue turbe. Paura e evitamento sono, infatti, nella gran parte dei casi, strettamente connesse al sintomo, qualsiasi sia il sintomo. Ma, al di là delle condizioni più radicali, anche nella più serena delle situazioni, ovunque si metta in scena un evitamento per non affrontare qualsivoglia cosa che ci mette paura, di fatto stiamo negando l’opportunità di crescere e imparare. Ad esempio, non è raro incontrare persone che, per paura del fallimento, del rifiuto e del dolore che questo può indurre, rinuncino ad esperienze che potrebbero arricchire le loro vite. L’amore, in questo senso, è uno dei più diffusi: evitiamo il possibile incontro con l’amore per paura di non essere corrisposti e sperando che, così facendo, evitando la paura, la paura se ne vada. Quel che invece succede è che, più evitiamo ciò che temiamo, più la paura aumenta. Così, anche il più piccolo timore può trasformarsi in un mostro che domina i nostri pensieri e le nostre azioni. Certo, affrontare le nostre paure non è facile. Richiede coraggio, accettare la vulnerabilità e anche una certa costanza, tuttavia è solo attraverso questo processo che possiamo veramente crescere come individui. Una strategia utile per affrontare le paure è la pratica del “rischio calcolato”. Questo significa prendere consapevolmente dei rischi esponendoci gradualmente alle nostre paure.

Si può fare.

Se hai qualche paura da affrontare, puoi provare con questo piccolo esercizio. Scrivi anzitutto la situazione che temi e che eviti in modo chiaro e dettagliato e, successivamente, scomponila in piccoli passaggi, azioni o comportamenti specifici che, nel loro insieme, definiscono la tua paura -il mio consiglio è che non siano meno di dieci. Tra i punti che hai trovato, identifica il passo più piccolo e meno minaccioso che puoi intraprendere ed impegnati ad affrontarlo consapevolmente almeno una volta al giorno e (fondamentale) senza giudicarti se non riesci. Concentrati sul compiere l’azione piuttosto che sul risultato. Quindi, ogni volta che compi anche il più piccolo passo, che sia stato un successo o meno, prenditi un momento per riflettere su come ti sei sentito e annota qualsiasi cambiamento nelle tue sensazioni, pensieri o comportamenti. Mantieni una traccia dei tuoi progressi e prosegui passo dopo passo celebrando ogni successo, anche se piccolo e ricorda, come scrive il saggio Lao Tse: “Ogni viaggio, pur lungo che sia, inizia sempre con un piccolo passo.”””

Sembra un viaggio invece è la fermata ad una stazione vuota e buia (malessere) poi passa il treno successivo e ci sali sopra (atto d’amore verso se stessi). Nuova fermata nuovi orizzonti.

Forse.

Franco Marella

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