Scagliarini, i buchi neri della Regione Puglia e l’ossessione per Universo Salute

113 Visite

Nell’articolo a firma di Massimiliano Scagliarini, apparso sulla Gazzetta del Mezzogiorno oggi, 13 marzo 2024, relativo ai bilanci delle ASL, è riportata una pesante affermazione del giornalista che tende a gettare ombre sull’operato di Universo Salute Opera Don Uva: “un decimo del totale viene assorbito dal buco nero di Universo Salute l’ex don Uva che, tra Foggia e Bisceglie, costa alla Regione 63 Milioni di euro l’anno (quasi quanto due ospedali di base).”

Premesso che per “buco nero” si intende un vortice irrefrenabile di spese improduttive e che l’uso strumentale di questo termine rientra nello stile ormai consolidato dell’articolista che ci ha abituato a queste boutade puntualmente smentite dai fatti (vedasi gli articoli all’indomani dei maltrattamenti denunciati alle autorità proprio dallo staff di U.S.), non si può accettare la pesante offesa che Scagliarini fa, oltre che a chi amministra la società, alle circa mille e duecento risorse umane (escludendo l’ indotto) occupate direttamente nella filiera di salute rappresentate da Universo Salute, orgogliosamente Opera Don Uva.

Ma andiamo per gradi. Universo Salute Opera Don Uva è una delle migliori realtà in Italia per qualità e peso clinico di tutte le prestazioni erogate nei setting di salute accreditati con il S.S.R. Asserire che detta organizzazione rappresenti un buco nero per la Regione Puglia equivale a dare un’ informazione ingiusta, vile ed opposta, che non tiene conto della passione e dell’ abnegazione di donne e uomini che quotidianamente assistono e curano persone altamente fragili: medici, psicologi, professionisti sanitari, operatori socio sanitari, ecc., sempre in prima linea. In più tali affermazioni non rendono giustizia e conto agli ingenti investimenti infrastrutturali e tecnologici che una società della Regione Puglia, quale la Universo Salute, spende costantemente al fine di migliorare i propri servizi. E non lo dico, unilateralmente, da Amministratore Delegato, bensì in base agli esiti delle prestazioni erogate quindi dalle cartelle cliniche sanitarie rilasciate a ciascun paziente che comprovano inequivocabilmente il livello qualitativo, organizzativo e tecnologico che supporta l’offerta di salute di Universo Salute Opera Don Uva. Non mi risulta che in nessun’altra R.S.A. o struttura riabilitativa in Italia, non solo in Regione Puglia, sia possibile effettuare in tempo reale, ad un paziente in carico, internamente, senza attese o lungaggini, una risonanza magnetica ovvero una T.A.C., ovvero specifici esami di laboratorio, ovvero esami diagnostici approfonditi (cardiologici, pneumologici neurologici e potrei continuare) prontamente refertate da medici specialisti di comprovata professionalità ed esperienza. Prestazioni aggiuntive erogate al paziente in forma gratuita al solo fine di dare una risposta di salute più completa. E la Regione Puglia, per queste prestazioni aggiuntive, presenti nelle documentazioni cliniche, non esborsa un centesimo in più rispetto a quanto eroga ad altre strutture di medesimo setting presenti nell’ intero territorio regionale. Universo Salute Opera Don Uva resta quindi una pietra miliare dell’assistenza extra ospedaliera conosciuta, apprezzata e rispettata da tutti gli addetti del settore a livello nazionale.

Sarei pronto in qualsiasi momento a confrontare i costi che la regione sostiene per l’offerta di salute di Universo Salute rivolta gratuitamente ai cittadini della regione Puglia con i costi che la Regione sostiene a favore di qualsiasi azienda pubblica nel settore sanitario o socio sanitario. Dimostrerei che Universo Salute, al pari di tante realtà del privato accreditato, rappresenta per la Regione una delle migliori performance in termini di costo/servizio erogato.

Asserire altresì che la spesa per il socio sanitario ovvero per le R.S.A. in puglia rappresenti un allarme per i conti pubblici regionali equivale a conoscere ben poco il settore nonché i dati statistici a livello nazionale. Secondo i dati Istat ed il rapporto Oasi della Università Bocconi, la Regione Puglia resta tra le regioni, come altre nel sud, che spendono meno. Basta prendere come riferimento il Tasso di copertura del bisogno della popolazione 75+ non autosufficiente tramite RSA, coprendo, all’ uopo solo il 3% del target di popolazione di riferimento rispetto al 19% della Lombardia, o il 10% dell’Emilia Romagna. Forse gli allarmi per i bilanci regionali in sanità vanno ricercati in altri settori come ad esempio nel fenomeno della mobilità passiva regionale o nella tardiva presa in carico dei pazienti fragili, rivenienti dal macigno delle liste d’attesa che, quando non curati per tempo, generano domanda di salute sempre più complessa e costosa. Resta significativo assistere periodicamente ad attacchi scomposti e destituiti di qualsiasi fondamento ad opera di organi che al contrario dovrebbero consegnare alla collettività un’informazione corretta frutto di approfondimento reale e leale. Perché l’informazione nell’ ambito della Salute è troppo importante e va diffusa con senso etico e deontologico.

Luca Vigilante –  amministratore Delegato Universo Salute

News dal Network

Promo