Corruzione, estorsione e minacce, 7 misure cautelari, coinvolto ex assessore Manfredonia

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Sette persone, tra le quali alcuni funzionari pubblici in servizio attualmente o in passato nel Comune di Manfredonia, in provincia di Foggia, e in una società partecipata, sono state raggiunte da misure cautelari eseguite dai finanzieri della Compagnia della città sipontina per le ipotesi di reato, a vario titolo, di estorsione, concussione e corruzione, peculato, falso, lesioni personali, minacce e violenza privata. Tre i filoni d’indagine diretti dalla Procura della Repubblica del capoluogo dauno. Il primo è relativo ad episodi di violenza ed intimidazione che sarebbero stati posti in essere nell’ambito di un’azienda municipalizzata del Comune di Manfredonia.

Secondo quanto emerso dalle indagini, uno degli indagati (F.M.), dipendente dell’azienda pubblica, avrebbe costretto altri dipendenti dell’ente ad effettuare interventi di bonifica e lavorazioni in terreni a lui riconducibili avvalendosi dei mezzi e dei materiali della municipalizzata. Inoltre avrebbe paventato, in caso di rifiuto, conseguenze negative attraverso minacce dirette o del proprio intervento presso gli organi dirigenziali o presso esponenti politici locali. In altri casi l’indagato si sarebbe appropriato di materiali dell’azienda pubblica per soddisfare le proprie esigenze personali. L’uomo, destinatario della misura di custodia cautelare in carcere, ed il figlio (F.R.), anch’egli dipendente della municipalizzata e destinatario della misura degli arresti domiciliari, avrebbero anche aggredito uno dei responsabili del personale, procurandogli lesioni gravi con calci, pugni al volto e continuando a colpirlo mentre era riverso a terra. Quest’ultimo episodio sarebbe avvenuto a seguito del rifiuto di aderire ad un’imposizione dei due circa i turni di servizio del più giovane. Anche l’amministratore dell’azienda pubblica sarebbe stato minacciato per costringerlo a ritirare il provvedimento con cui l’indagato veniva adibito a mansioni diverse, corrispondenti al suo effettivo inquadramento.

Le azioni di salvataggio mediante l’attività indebita di ostruzionismo allo smontaggio della struttura illegale sarebbero passati, anche, attraverso il tentativo di trasferire il procedimento ad un altro settore del Comune, dove erano inquadrati funzionari e dirigenti sottoposti alla direzione politica dell’assessore indagato. Il progetto era quello di uno scambio di utilità tra l’assessore ed il segretario comunale pro tempore (G.G.M.), oggi destinataria della misura di interdizione dai pubblici uffici o servizi per 12 mesi. Un ulteriore tentativo di bloccare le operazioni di smontaggio della struttura sarebbe stato posto in essere dall’ex assessore, esercitando pressioni su un funzionario della Polizia Locale, per costringerlo al sequestro dell’area, in modo tale da impedire che le operazioni fossero portate a termine. Un funzionario dell’ufficio tecnico comunale ed un dirigente della Polizia Locale, non destinatari di misura cautelare, sono indagati perché si ritiene abbiano reso false dichiarazioni al Pubblico Ministero o taciuto in parte ciò che sapevano.

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