Cultura, il riscatto di Lucera candidata Capitale 2026: le nostre bellezze per tutti

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Trenta comuni, un patrimonio paesaggistico di 2.350 chilometri quadrati e due minoranze linguistiche. ‘Lucera crocevia di popoli e culture’ si candida a Capitale italiana della Cultura 2026 con la forza ritrovata di un territorio che per troppo tempo si è sentito ai margini fisici e culturali dell’Italia, chiuso tra quei monti Dauni che oggi diventano motore del dossier presentato al ministero della Cultura davanti alla commissione che sceglierà la vincitrice tra le dieci finaliste di questa edizione.

«Questa candidatura- ha detto il sindaco Giuseppe Pitta- è stata un percorso meraviglioso di partecipazione e riproposizione di una voglia di futuro da parte di tutto il territorio. Siamo felicissimi di trasmettere le bellezze e il patrimonio di una terra che merita di affacciarsi finalmente sulla scena nazionale e internazionale e siamo fiduciosi e felici di aver dato tutto. Lucera ha delle bellezze di valenza europea, non solo nazionale, ed è un peccato che non sia conosciuta. Questa candidatura è proprio per far sì che il nostro patrimonio sia di tutti”. Una partecipazione di trenta comunità sancita anche dall’Anci, che nei 194 progetti messi sul tavolo da Lucera ha trovato le basi per il Manifesto dei borghi per la cultura volto a valorizzare tutti i borghi d’Italia. Il cuore del progetto è una commistione tra arti performative e spazi architettonici del territorio sia attraverso il digitale, sia attraverso installazioni site specific e produzioni teatrali in cui il patrimonio architettonico diventa una vera scenografia. E poi tante opere infrastrutturali: “Non stiamo parlando di un libro dei sogni- ha detto ancora il sindaco- ma di interventi già in corso”. Nell’arco di poche settimane, ha specificato, partiranno i lavori dell’anfiteatro augusteo lucerino per allargare le postazioni. “Il cronoprogramma è di 8 mesi, saremo dunque ampiamente pronti per la Capitale 2026”. Lavori conclusi in piazza delle Terme romane e in corso in piazza Santa Caterina, mentre la rete ecologica regionale che riqualificherà la villa comunale che conta oltre 50 ettari collegati al bosco e alla fortezza Svevo Angioina. Il tutto, con un piano economico di 4.250.000 euro garantito anche da una rete di 103 imprese del territorio che si sono sostituite in un promotore.

«Sapevo che imprese e cittadini avrebbero risposto superando scetticismo e sfiducia. Come si tiene insieme il valore del patrimonio con il protagonismo civico della candidatura? Con una Fondazione di partecipazione, un modello di gestione orientato alla tutela delle finalità pubbliche e alla sostenibilità economica e finanziaria», ha detto ancora il primo cittadino. «La Regione Puglia è fiera di accompagnare tutte le città pugliesi candidate. Oggi per il secondo anno siamo qui con un borgo della provincia di Foggia. Questa candidatura è una sfida prima di tutto a noi stessi. Si tratta di 30 Comuni dauni che con Lucera capitale disegnano una identità collettiva pronta a farsi motore del territorio. La Regione Puglia- ha detto Aldo Patruno, dg dipartimento Cultura della Regione- ha estrema fiducia in questa candidatura che sostiene come un diverso modello di sviluppo fondato sulla cultura e per cui ha già stanziato fondi». E se saranno gli impianti eolici ad alimentare Lucera Capitale della Cultura 2026, saranno la partecipazione attiva dei giovani e la formazione di nuove competenze a segnare i progetti sul cinema e sul teatro. Con un testimonial di eccezione, Fabrizio Gifuni, oggi al Collegio romano per sostenere la città che ha dato le origini alla sua famiglia:

«Ho il desiderio di farvi innamorare di un sogno già diventato progetto. Un desiderio di futuro di 30 comunità che vogliono dire ai loro giovani che la loro città è il luogo giusto per immaginare il domani. Nell’entroterra della provincia di Foggia c’è una comunita capace di moltiplicare i talenti. Lucera Capitale della cultura non è solo un sogno, ma ha già piantato le sue radici”.

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