Sabato 2 marzo inaugurazione Anno Accademico 2023/24 Accademia di Belle Arti di Foggia con ospite l’attore e regista Sergio Rubini

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Sabato 2 Marzo 2024, alle ore 10.30 presso Aula Magna dell’Accademia di Belle Arti di Foggia, si terrà l’inaugurazione dell’Anno Accademico 2023/24, con un ospite d’eccezione: l’attore e regista Sergio Rubini.

Istituita già dal 1970 nell’ambito della formazione artistica terziaria di rango universitario, l’Accademia di Belle Arti di Foggia, è punto di riferimento culturale della Capitanata, con un’offerta formativa che copre diverse aree d’interesse artistico che spaziano dall’acquisizione di competenze nelle tradizionali Arti Visive alla formazione superiore di sensibilità artistica e professionale, nei settori d’avanguardia delle Nuove tecnologie, del Cinema e Audiovisivo, del Fashion, del Web e Graphic Design, collegando la creatività al mondo della produzione e del lavoro creativo nel Dipartimento di progettazione artistica per l’impresa (https://www.abafg.it/).

Esclusive attività formative per gli studenti dell’Ateneo di Capitanata anticiperanno l’inaugurazione del giorno successivo e saranno organizzate venerdì 1 Marzo alle ore 10.00, presso la multisala “Laltrocinema” Cicolella (Via Duomo 7, Foggia): un agile seminario, coordinato del vicedirettore e responsabile del “Dipartimento di progettazione Artistica per l’impresa” Prof. Francesco Arrivo e dal responsabile del corso di laurea di “Cinema fotografia e audiovisivo” Prof. Adamo D’Agostino; i docenti introdurranno la figura dell’attore e regista Sergio Rubini, affiancando la proiezione del film “L’uomo nero” seguita da un talk con gli allievi, alla presenza dei componenti della Comunità accademica e del Direttore prof. Pietro Di Terlizzi.

L’inaugurazione dell’anno accademico, Sabato 2 Marzo 2024 alle ore 10.30 presso Aula Magna dell’Accademia di Belle Arti di Foggia, vedrà la presenza dell’ospite d’onore Sergio Rubini che torna a Foggia dove era stato impegnato nel 2003, come attore protagonista, sul set del film “A.A.A. Achille”, diretto dall’artista e regista foggiano Giovanni Albanese. I lavori della giornata saranno introdotti dal Presidente dell’ABAFG. Avv. Massimiliano Arena e animati dagli interventi del direttore Prof. Pietro Di Terlizzi e della direttrice Amm.va Dott.ssa Angela Siena, con i saluti delle autorità istituzionali della Città. A impreziosire la manifestazione la consegna di due borse di studio a cura Dott. Massimo Diodati, Presidente dell’Associazione “Noi che l’arte”, conferite a studentesse del corso di Scultura delle Accademie di Bari e di Foggia, meritevoli del riconoscimento perché distintesi nello studio nell’ambito delle arti plastiche durante lo scorso anno accademico. 

La giornata culminerà con l’intervento del maestro Rubini che incentrerà la propria relazione sul tema de “Lo spazio cinematografico” spaziando da argomenti legati al cinema e all’audiovisivo sino al successo del paesaggio pugliese come set cinematografico e agli stimoli visivi esercitati dai luoghi guardati attraverso la macchina da presa, utili a a inventare e raccontare nuove storie. Da questo punto di vista, l’Accademia di Belle Arti di Foggia si conferma, nel territorio regionale e nazionale, realtà piena di vitalità, mantenendo vivo e aggiornato l’interesse per tutti i linguaggi cinematografici, cui dà sostanza grazie agli incontri organizzati in Accademia con artisti del calibro di Daniele Lucchetti, Gianfranco Angelucci e, più di recente, Riccardo Scamarcio e Sergio Rubini.

Biografia

Sergio Rubini (Grumo Appula – BA, 1959), icona del cinema italiano, è attore, regista, scrittore, sceneggiatore.

Figlio di un capostazione, si trasferisce a Roma nel 1978 per iscriversi all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, poi abbandonata. Grande appassionato di teatro, inizia a lavorare con importanti registi quali Antonio Calenda, Gabriele Lavia, Enzo Siciliano, faticando a trovare spazio nel cinema dove verrà lanciato da Fellini in Intervista (1987), in cui impersona proprio il grande regista che, appena incontrato, gli dirà: “Complimenti, signor Rubini, lei, all’opposto della maggioranza degli attori, assomiglia alle sue fotografie“, Dopo Treno di Paglia, Mortacci (1989) e il lungometraggio Oltre l’oceano (1990), Rubini firma la sua opera prima come regista: La stazione, tratto da un lavoro teatrale di Umberto Marino, dove sarà anche attore con Margherita Buy ed Ennio Fantastichini. La pellicola gli farà ottenere il David di Donatello e il Nastro d’Argento come miglior regista esordiente. Giuseppe Tornatore lo affiancherà a Roman Polanski e Gérard Depardieu ne Una pura formalità (1994). Compagno per un brevissimo periodo di Asia Argento, negli anni Novanta torna alla regia firmando La bionda (1992), Prestazione Straordinaria (1994) e Il viaggio della sposa (1997). Verdone, Placido, Archibugi, Muccino e Monicelli ne sanciranno la profonda popolarità, contribuendo a far emergere le sue doti da istrione.

Il suo modo di fare cinema sarà influenzato anche da due figure fondamentali: l’attrice Margherita Buy, compagna di lavoro e poi di vita, e il regista Gabriele Salvatores che, con Nirvana (1997), Denti (2000) e Amnèsia (2002), ne estrapolerà l’aspetto surreale, avviandolo verso un’inedita ed ulteriore crescita:  grazie a Salvatores, Sergio Rubini entra in contatto con il “gruppo” del Teatro dell’Elfo ed altri attori, quali Diego Abatantuono, Silvio Orlando, la stessa Buy. Apprezzato anche all’estero, sarà diretto da Anthony Minghella ne Il talento di Mr. Ripley con Matt Damon, Gwyneth Paltrow e Jude Law e da Mel Gibson nel kolossal La passione di Cristo (2004). Continua nella regia, firmando Tutto l’amore che c’è (2000), L’anima gemella (2002), L’amore ritorna (2004) e La terra (2006), plurinominato ai David di Donatello e ai Nastri d’Argento.

Collabora con Giovanni Veronesi (Manuale d’amore e Manuale d’amore 2 – Capitoli successivi), Alessandro D’Alatri (Commedia sexi, 2006) e Fabrizio Bentivoglio (Lascia perdere Johnny, 2007), No Problem di Vincenzo Salemme, Cosmonauta, L’uomo nero – di cui firma anche la regia -,Tutto l’amore del mondo Qualunquemente (2010), Mi rifaccio vivo (2013). Nel 2016 è nel film di Giuseppe Piccioni Questi giorni e nella commedia di Giovanni Veronesi Non è un paese per giovani. Nel 2018 è protagonista de Il bene mio di Pippo Mezzapesa e del film di Giovanni Veronesi Moschettieri del re. Nel 2019 dirige e interpreta Il grande spirito e nel 2020 partecipa al sequel Tutti per 1 – 1 per tutti. Nel 2021cura la regia del film I fratelli De Filippo, e nel 2022 è attore in Storia di mia moglie, Educazione fisica e, nel 2024, nella serie TV della Rai Gloria.

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