“Cara Alice”, presentato dal Garante dei minori il cortometraggio sulla Fibronit con attore protagonista e coproduttore Fabio Salerno.

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«E’ stata una battaglia durata molti anni, che ora pochi ricordano. La battaglia per il risanamento dell’area ex-Fibronit, la “fabbrica della morte”, come era ricordata ai tempi dell’impegno di cittadini, del Comitato Fibronit, delle parrocchie, dell’amministrazione comunale di Bari, a partire dal 2004, quando a Bari si è insediata la giunta Emiliano e io ero assessore all’Urbanistica mentre l’indimenticata Maria Maugeri era all’Ambiente».

Ludovico Abbaticchio, garante dei Minori, introduce così l’iniziativa di presentazione del cortometraggio “Cara Alice”, fatta nella Sala Campione del Consiglio regionale alla presenza del sindaco di Bari, Antonio Decaro, dell’assessore all’Ambiente di Bari, Pietro Petruzzelli, dello storico presidente del Comitato Fibronit, Nicola Brescia, con la partecipazione del regista Gabriele Armenise e dell’attore protagonista e coproduttore Fabio Salerno.

«Questo periodo – ha proseguito il garante –  è stato raccontato magistralmente da Giuseppe Armenise, giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno particolarmente attento a tutte le tematiche ambientali, sia nelle sue inchieste sia nel libro “Pane e amianto”, in cui racconta il dramma degli operai (non tutti cittadini di Bari) e dei residenti nelle aree vicine, che vivevano la fabbrica di “eternit” inconsapevoli dei danni che il tempo avrebbe lasciato nei loro polmoni, spesso a prezzo della vita». 

Abbaticchio ha voluto che questa storia torni ad essere ricordata, sostenendo la produzione del cortometraggio pensato e realizzato dal giovane Gabriele, 22enne figlio di Giuseppe, che riprende quel dramma e lo restituisce alla città e a tutto il paese.

«Ho voluto supportare questo progetto perché è importante ricordare cosa è stata la Fibronit in città”, ha detto Abbaticchio, “mi sono reso conto – girando nelle scuole – che i ragazzi non hanno idea di cosa sia stata quella fabbrica. Io ho intenzione di riportare questa ricostruzione nelle scuole, perché è un messaggio di partecipazione civile e di salute, un focus sui rischi e sulla sicurezza sul lavoro che deve essere diffusa tra i più giovani, per dare loro consapevolezza e strumenti di azione».

La consigliera regionale Grazia Di Bari, delegata alla Cultura, intervenuta in vece del presidente Emiliano, ha sottolineato l’importanza di non dimenticare: «La Regione Puglia investe molto sulla valorizzazione e la preservazione della memoria, anche per riparare  a scelte non in linea con la tutela dell’ambiente e della salute. Come nel caso della Fibronit e – di immediata attualità – dell’Ilva».

La fabbrica è stata bonificata, dopo quella lunga battaglia, ha ricordato Decaro: «Una bella storia della città e della cittadinanza attiva. Oggi stiamo lavorando al Parco della rinascita, con un finanziamento dl Pnrr e grazie anche al contributo iniziale della Regione Puglia. Entro il 2026 il parco sarà realtà e spero possa scriversi un altro capitolo cinematografico di questa storia. Un capitolo di gioia, di giochi di bambini e di salute».

Ci saranno aree per lo sport, ha anticipato Petruzzelli, ricordando come la Fibronit sia “un filo rosso che attraversa gli ultimi venti anni di questa città” e ringraziando Gabriele per il suo coraggio.

Il giovane regista ha raccontato commosso il germe di questo progetto: «Cara Alice nasce come continuazione di una battaglia politica che io non ho vissuto, avviata da mio padre con le sue inchieste. La tutela dei lavoratori è una delle cose più attuali. Ho voluto dare alla mia storia un diverso punto di vista: racconto le vicende sentimentali e familiari delle vittime, dei loro cari, evidenziando il paradosso dell’innamoramento per la propria fabbrica. “Io la fabbrica non la posso lasciare” dice il protagonista alla moglie nel film».

«Questo corto entra nel dramma”, ha detto Nicola Brescia, “e a noi ricorda l’estenuante impegno anche in momenti in cui tutto sembrava inutile. Tutti ci dicevano: ma non vi siete stancati? E invece, proprio mentre erano avviate le procedure per il Prusst, progetto che avrebbe fatto realizzare in quell’area sottopassi e edifici residenziali sotto il suadente nome di “Programmi di Recupero Urbano e Sviluppo Sostenibile del Territorio” la storia è cambiata. Il progetto è stato bloccato ed è iniziata una nuova storia». 

«La variante al Prg fu approvata il 2 maggio 2005”, ha concluso Abbaticchio, “Deliberammo, finalmente, la non edificabilità dell’area».

La versione integrale del corto sarà proiettata nel pomeriggio alle 15 nella sede del Cineporto di Apulia Film Commission, alla Fiera del Levante. (foto GdM)

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