Trattori, Emiliano incontra manifestanti: “concorrenza sleale irrita settore”

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«Noi imponiamo regole agli agricoltori europei, diciamo loro di non usare i pesticidi o di non mettere determinati preparati per favorire la produzione, poi succede che nei porti italiani ed europei arrivi il grano di un altro Paese nel quale grano non sappiamo cosa ci sia dentro. E gli agricoltori si irritano, perché è una concorrenza sleale dovuta non tanto a un dolo da parte di chi prende decisioni del genere, ma anche alla mancanza di controlli. Ci sono incongruenze e questa gente è stanca, e purtroppo succede che non riescono a reggere e falliscono». Così il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ieri, dopo essersi fermato a parlare con gli agricoltori salentini in presidio davanti al Palazzo del Consiglio regionale, e dopo aver partecipato a un incontro con una loro delegazione all’interno della sede.

I manifestanti sono partiti all’alba dal Salento con un centinaio di trattori e, arrivati a Bari, hanno parcheggiato i loro mezzi sul piazzale del parco Perotti, mentre con cinque trattori hanno raggiunto la sede del Consiglio regionale in via Gentile, disponendosi davanti all’ingresso, chiedendo di essere ricevuti. La loro richiesta è stata accolta dalla presidente dell’Assemblea Loredana Capone e dall’assessore Pentassuglia, ai quali la delegazione ha illustrato le regioni della protesta, chiedendo al governo regionale di farsi portavoce anche nei confronti del Governo centrale delle loro richieste.

«Quando un agricoltore fallisce, va via una vita, non solo un’impresa», ha aggiunto. «È un fallimento ancor più duro da accettare perché vanno via generazioni, storie importanti e bisogna stare loro vicini e far riprendere fiducia anche nell’associazionismo e nella relazione con le istituzioni. Oggi abbiamo ricevuto un gruppo di agricoltori che non sono rappresentati dalle organizzazioni agricole», ha poi spiegato Emiliano.
«Con gli altri agricoltori c’è un meccanismo di consultazione permanente molto complesso, che però evidentemente non soddisfa tutti. Abbiamo avviato una discussione senza pregiudicare il ruolo delle organizzazioni agricole, preziosissime perché i corpi intermedi facilitano il lavoro, spiegano le cose, preparano istruttorie, svolgono un lavoro molto importante. È mio dovere come presidente della Regione parlare anche con chi spontaneamente ha chiesto di interloquire. I problemi sono gli stessi, sono soprattutto dovuti – ha concluso – alle incongruenze del mondo agricolo che è in gran parte finanziato dall’Unione europea, ma che vive delle assurdità».

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