Agricoltura: Confagricoltura Puglia, da sempre critici con Pac, lontana da interessi produttori

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«Confagricoltura Puglia è da sempre critica sulla Pac (politica agricola comunitaria ndr). Sono circa tre anni che contestiamo con i fatti, anche sollecitando i nostri rappresentanti istituzionali al Governo e in Europa, questa politica agricola comune incapace di fare gli interessi dei produttori, e dei consumatori. Per noi, dunque, non è uno spot contestare la Pac, non è un repentino cambio di pensiero utile solo a salire sul carro della protesta”. Lo afferma Luca Lazzàro, presidente di Confagricoltura Puglia.

“Siamo stati i primi a contestare la Pac – aggiunge – perché coerenti con la missione che abbiamo ricevuto dagli agricoltori pugliesi: rappresentare i loro interessi su tutti i tavoli”. Il tema sta tenendo banco in questi giorni, in piazza anche in Puglia migliaia di agricoltori italiani che, sulla scia delle proteste di altri Paesi Ue, oggi vogliono soprattutto veder ridisegnata la politica agricola comune. “Basta scorrere la rassegna stampa dell’organizzazione degli agricoltori pugliesi per comprendere come da anni Confagricoltura è presente sul tema”, continua Lazzàro che cita una serie di titoli di giornali fin dal 2021 in cui emergeva una critica nei confronti dell’Ue. Confagricoltura sarà a Bruxelles per un’assemblea straordinaria, convocata per il 26 febbraio, durante la quale verrà illustrata la visione dell’associazione sul futuro dell’agricoltura e sulla nuova Pac.

“La critica che Confagricoltura ha mosso nei confronti della riforma della Pac è stata sempre di natura strategica”, viene sottolineato. “Quando l’accordo tra le Istituzioni è stato raggiunto, solo la nostra Organizzazione dichiarò che si trattava di una riforma inadeguata rispetto alle esigenze di tutela del reddito agricolo e troppo complessa sul piano amministrativo. I fatti ci hanno dato ragione”, sottolineano gli agricoltori. “Allo stato degli atti, la Pac resterà in vigore fino alla fine del 2026. Mentre a Bruxelles già è partita la discussione sulla prossima riforma, siamo al lavoro per ottenere tutti gli adattamenti possibili nell’ambito dell’assetto normativo vigente. Il primo risultato è già stato ottenuto con le recenti indicazioni ministeriali in materia di rotazione annuale obbligatoria dei seminativi. Su richiesta di Confagricoltura, presso il ministero dell’Agricoltura sono stati istituiti due ‘tavoli’, uno politico e l’altro tecnico, per passare in rassegna le risultanze del primo anno di applicazione della nuova Pac e concordare le opportune modifiche del Piano strategico nazionale».

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